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Questo articolo credo possa risultare quasi incomprensibile se non si da un’occhiata agli articoli precedenti che trattano della medesima questione ovvero:1) I problemi della datazione dei fossili, 2) Darwin e la betularia, la prova fasulla della teoria evoluzinistica3) Menzogne della preistoria – introduzione4) Il monolito di Baalbek, la prova delle menzogne della storia antica5) Menzogne della preistoria, dai reperti contraddittori alle datazioni inattendibili, cosa possiamo dire dell’evoluzione del genere umano?
Cosa possiamo imparare dai fossili?Per cominciare bisogna fare un’osservazione tanto importante quanto banale: non tutte le piante e gli animali morti si sono fossilizzati, non tutti gli ambienti di vita del passato sono stati ugualmente adatti a conservare testimonianze fossili, non è detto che la terra abbia conservato fossili di ogni era preistorica, molti avvenimenti del passato possono avere distrutto dei fossili formatisi in epoche precedenti (basti pensare alle colate laviche dei vulcani).
Di conseguenza affermare che certe piante o certi animali si siano estinti in una determinata epoca è decisamente azzardato, sia perchè l’età dei fossili è altamente incerta, sia perchè il mancato rinvenimento di fossili di una certa epoca storica non corrisponde necessariamente al fatto che determinate specie viventi non siano vissute in quell’epoca. Fra l’altro potrebbe benissimo essere successo che le suddette specie invece che estinguersi abbiano subito un drastico ridimensionamento di numero, sopravvivendo solo in alcuni habitat situati in zone dalle quali:a) non è stato recuperato ancora nessun fossile.b) nessun reperto si è fossilizzato
Affermare semplicisticamente che “i dinosauri si sono estinti 60 milioni di anni fa” alla luce di quanto appena detto è decisamente azzardato, ed analoghi dubbi valgono per altri episodi vicini e lontani di estinzione.Ricordo ancora una volta a questo proposito il caso del Latimeria, un pesce dell’ordine dei crossopterigi, pesci dotati di quella che sembra una prima formazione embrionale dei quattro arti a partire dalle pinne e che si riteneva estinto da centinaia di milioni di anni. Uno di questi crossopterigi invece, un Celacanto denominato successivamente Latimeria, è stato invece trovato nel 1938 dagli scienziati occidentali nelle isole Comore, dove si è scoperto che veniva spesso pescato e mangiato dalla popolazione locale. Abbiamo quindi potuto constatare che l’idea dell’estinzione dei crossopterigi non era quindi basata su alcuna prova, ma semplicemente sull’assenza di prove contrarie, il che è ben diverso, ed il Latimeria non era da cercare in mezzo a quei rari esemplari di pesci conservati nei fossili, ma era ancora vivo e vegeto ai giorni nostri.
Immaginatevi quindi quante idee errate ci si possa fare su di un lontano passato basate sulla mancanza di dati essenziali, sul mancato ritrovamento di scheletri di animali: il fatto che certi animali in determinate epoche non si siano fossilizzati nelle zone in cui abbiamo finora eseguito degli scavi non è un dato sufficiente per supporne l’estinzione a partire da una certa epoca.Cosa dire allora sull’evoluzione del genere umano? Anche se ci affidassimo alle datazioni ufficiali dei fossili eseguite coi radioisotopi (che come abbiamo visto nella precedente pagina sono ben poco affidabili) come potremmo fare ad affermare con certezza che l’Australopiteco si sia estinto prima della comparsa dell’Homo erectus? E come affermare con sicurezza che l’Homo erectus si sia estinto prima della comparsa dell’Homo sapiens? Ed anche se riuscissimo ad avere delle simili certezze come possiamo essere certi che le tre specie siano effettivamente una l’evoluzione dell’altra? Il moderno Homo sapiens non potrebbe ad esempio essersi originato da qualche altro ominide i cui fossili non abbiamo ancora ritrovato perchè la sua specie è vissuta per un breve periodo di tempo in una zona dell’Africa (o di un altro continente) in cui non abbiamo mai fatto ricerche?
Lo ripeto ancora una volta, evidenziare gli errori, le ambiguità e le incoerenze delle teorie evolutive non vuol dire per questo rimpiazzarle tout court le ipotesi del creazionismo biblico, ma se vogliamo essere corretti (dal punto di vista scientifico ed epistemologico) dobbiamo dire che ogni discorso sull’estinzione di una specie e sull’evoluzione di una specie dall’altra non può essere altro che ipotetico: in relazione a questi eventi preistorici nessuna ipotesi può essere controllata in maniera scientifica, i fossili non possono garantirci nessuna certezza e noi non possediamo ancora una macchina del tempo.
La presenza di certi esseri viventi che sembrano rappresentare delle forme di transizione, come ad esempio i già citati crossopterigi o i dipnoi (pesci con un polmone embrionale in aggiunta alle branchie che possono respirare anche fuori dall’aria) possono far sembrare molto ragionevole l’ipotesi dell’evoluzione, ma non per questo si può dire a rigor di logica che crossopterigi e dipnoi rappresentino delle prove dell’evoluzione, ma solo degli indizi. Ma di indizi ce ne sono anche tanti altri che mostrano le falsità delle teorie evoluzioniste vigenti, ed alcune cosiddette “prove dell’evoluzione” sono state costruite in una maniera palesemente fraudolenta.
Da un punto di visto epistemologico ogni interpretazione del passato remoto non può che essere un’ipotesi non soggetta a verifica sperimentale. Forse del passato più recente (nei casi in cui una datazione al radiocarbonio ben calibrata possa essere utilizzata) si può dire qualcosa di più, si possono avere maggiori certezze, ma anche in questi casi fra i dubbi che restano sempre rispetto all’accuratezza della datazione col C14 (vedi ad esempio questa notizia) e le considerazione di carattere più generale che abbiamo appena esposto le certezze diventano a ben vedere sempre più effimere e sfuggenti. E ricordiamo che la datazione al radiocarbonio è utilizzabile solo per reperti organici con un’età inferiore a 50.00 anni.
Dovremmo quindi cercare di essere umili, di essere onesti e di ammettere che della nostra preistoria abbiamo per ora poco più che uno scatolone pieno di fossili, fossili che facciamo una gran fatica ad ordinare per epoche storiche successive e sui quali possiamo costruire una serie di congetture alternative.
Spero quindi che adesso non vi stupirete guardando le prove da me raccolte che indicano la compresenza di esseri umani e dinosauri persino in epoca relativamente recente, nonché la possibilità che alcuni rettili ufficialmente estinti da 60 milioni di anni (in particolare alcune specie di pterosauri) possono essere sopravvissuti fino al giorno d’oggi in alcune particolari nicchie ecologiche.Vi segnalo quindi la pubblicazione sul sito mirror di scienzamarcia i seguenti articoli:
* Lo stegosauro cambogiano (raffigurato nell’immagine di apertura) ed altri stegosauri e dinosauri raffigurati e descritti nell’arte e nella letteratura* Avvistamenti di pterosauri nell’epoca antica e nella modernità; un lungo dossier nel quale si ipotizza che tali rettili possano essere stati all’origine delle leggende sui draghi volanti.
Leggeteli con mente aperta, appena posso tornerò sull’argomento per proporre alcune possibili interpretazioni sull’intrigata questione della manifestazione della vita sul nostro pianeta.

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