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Fonte: http://www.stefanomontanari.net/

Ormai da anni faccio conferenze sull’ambiente e, di tanto in tanto, mi trovo pure a dibattere. I miei antagonisti sono a volte politici, raramente tecnici, e a volte professori universitari. Non è raro che, pur disponendo di prove tanto numerose quanto impossibili da confutare scientificamente, io mi trovi in qualche difficoltà perché, come ammonisce il saggio, non si deve mai discutere con gl’imbecilli, dato che questi ti trascinano al loro livello e poi ti battono con l’esperienza quando sei sul loro terreno. Però, a ben guardare, non è poi tanto vero che questi lo sono: questi lo fanno. Uno dei cavalli di battaglia dei personaggi di cui sopra è che, abrogata ogni legge della Natura, dall’incenerimento dei rifiuti esce aria pulita. Un altro è che i filtri fermano tutto.Bene, dedicate qualche minuto a questo filmato (http://www.youtube.com/watch?v=s3JRZo8qHJU) e fatevi un’idea. Chi parla è un ingegnere che manovra l’inceneritore di Forlì. Uno degl’inceneritori di Forlì, perché laggiù se ne godono due. Una volta ascoltato con attenzione l’ingegnere, qualche domanda sorge spontanea. Dove finiscono i metalli eventualmente bloccati dal carbone? E l’anidride carbonica? E la diossina, dove la mettiamo? E il particolato PM2,5? Per inciso, correggendo quanto l’ingegnere afferma, ricordo che noi, con il nostro microscopio elettronico, vediamo particelle di gran lunga più fini di quelle da due micron e mezzo di diametro e che queste si trovano in quantità numerica soverchiante (con una particella da 2,5 micron se ne fanno oltre 15.000 da 0,1). E quelle particelle le vediamo anche nei tessuti malati di cancro e in quelli di troppi bambini malformati. Dopo aver affermato il contrario come da copione, subito dopo, in palese contrasto con quanto giurano i vari professori, il tecnico dice che sì, è vero: i filtri fermano roba grossa e manco ci pensano a bloccare particolato da 2,5 micron, ma questo è così piccolo… Grottesco, certo, ma in fondo, anche se lo fermassero, dove lo ficcherebbero? Il problema legato alla salute, poi, non sfiora nemmeno le certezze della nostra guida: l’ingegnere che è in lui dice: “Non vedo le particelle, quindi non ci sono.” Proseguendo, nel corso dell’intervista il tecnico dimentica

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