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Fonte: http://temi.repubblica.it/micromega-online/anno-iv-dellera-ratzinger/

di Renzo Butazzi

Possiamo far risalire al 6 febbraio dell’Anno VI dell’era Ratzinger, l’epoca retromoderna caratterizzata dal ritorno della Chiesa Cattolica al potere temporale per interposta persona: il Cavaliere Silvio Berlusconi. Era costui l’amatissimo, saggissimo e ricchissimo Capo del governo italiota, uomo dalla condotta irreprensibile, dalla vita ascetica, immune da qualunque tentazione materiale in quanto che, avendo tutto, nulla più lo tentava. Egli ambiva però a comandare sempre di più, da quando alcuni informatori siciliani gli avevano assicurato che comandare era più piacevole che giacersi con qualsivoglia femmina.

Secondo gli studiosi di teologia applicata, proprio per tali motivi la Divina Provvidenza aveva pensato di rafforzare il magistero e il potere del proprio rappresentante in Terra, il Pontefice Ratzinger, fornendogli l’assistenza e la collaborazione del Cavaliere. Silvio Berlusconi e del governo italico.

“Nelle sue memorie il prodigioso Cavaliere narra che una notte gli comparve in sogno Papa Ratzinger il quale favellò così: “Se tu sarai con Noi, Ci aiuterai fedelmente e ti comporterai a voler tuo, ma a piacer Nostro, ti aiuteremo a divenire Capo Supremo della Repubblica italiana. Ti aiuteremo a cacciare dal Quirinale quel miscredente che vi siede immeritatamente, che a te è ostile e a Noi ha dato grande delusione. La Mia Santità e i suoi devoti portavoce, sparsi nelle parrocchie di pianura e montagna, dalle Alpi alla Sicilia, predicheranno a questo popolo di santi, navigatori e poeti affinché ti ami e ti segua.

Non solo declameremo le tue lodi dai pulpiti ecclesiali, ma Santa Madre Chiesa ripeterà mille e mille volte il verbo attraverso l’etere, grazie alle mirabolanti reti teledivine che un tempo ti concesse la Provvidenza.

“Alzati dunque e comanda gli italioti, come vuoi tu e come a Noi conviene. Essi ne saranno felici”.

(10 febbraio 2009)

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