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Attaccano l’UBS in realtà si sta mettendo pressione sull’intero segreto bancario svizzero.
Dopo gli Stati uniti e la BIM è toccato oggi alle autorità che regolano il mercato finanziario lussemburghese attaccare l’UBS, in relazione al caso Madoff.
UBS, the Swiss bank, was accused of “serious failure” by Luxembourg’s financial regulator over its custodianship of a $1.4bn fund that funnelled money into Bernard Madoff’s alleged $50bn “Ponzi” scheme. The regulator ordered the bank to pay compensation, saying the “poor execution of its due-diligence obligations constitute a serious failure of its surveillance role as a depositary bank.”
L’UBS sembra un pugile che sta per collasSare e con lui il segreto bancario svizzero.
L’UBS NON E’ PIU’ UNA BANCA SICURA …..NON DITE CHE NON VI HO AVVISATO.
UBS, dopo la LEHMAN HA SERIE PROBABILITA’ DI FALLIRE. CONSIGLIO A TUTTI I CLIENTI DI UBS DI PORRE LA MASSIMA ATTENZIONE. IL GOVERNO SVIZZERO NON POTRA’ SALVARLA. L’UBS E’ TROPPO GRANDE.
Attenzione anche ai dischetti che le autorità italiane possono chiedere alle banche e autorita’ elevetiche con la lista dei clienti italiani.
LA FRONTIERA è OGNI GIORNO PIU’AFFOLLATA. LA SOLUZIONE PER DORMIRE SONNI TRANQUILLI C’E’. BASTA CERCARLA.
E PER CHI ANCORA NON CREDE CHE LA SVIZZERA POTREBBE ESSERE COSTRETTA A DARE NOMI E COGNOMI AGLI STATI……
LEGGETE QUA:
Governo al timone per salvaguardare la piazza finanziariaHans-Rudolf Merz tempestato di domande sui piani governativi per difendere la piazza finanziaria e il segreto bancario svizzeri (Reuters)
Un triumvirato per difendere gli interessi della piazza finanziaria elvetica dagli attacchi internazionali: è la strada scelta dal governo, che ha costituito al suo interno una delegazione incarica di elaborare una strategia in tal senso.Sarà inoltre formato almeno un gruppo di lavoro, del quale faranno parte specialisti di varie discipline. Probabilmente comprenderà anche esperti americani.
Al centro di aspre critiche in relazione alla vertenza fra l’UBS e le autorità statunitensi, il ministro delle finanze e presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz ha cercato mercoledì di placare la bufera, esprimendo la comprensione del governo per la collera e la preoccupazione che regnano nell’opinione pubblica in seguito alla vicenda.
Ai rimproveri di inerzia, Merz ha replicato che egli non può prendere autonomamente determinate decisioni, ma deve discuterle con i colleghi di governo. Cosa che ha puntualmente fatto.
Così, nella seduta settimanale, il Consiglio federale ha deciso la creazione della delegazione strategica. Oltre a Merz, che la dirige, ne fanno parte le ministre di giustizia e polizia Eveline Widmer-Schlumpf e degli affari esteri Micheline Calmy-Rey.
L’intento è di agire rapidamente: occorre adottare decisioni strategiche nel giro di pochi giorni, poiché c’è in gioco il futuro della piazza finanziaria e del segreto bancario svizzeri. Perciò la delegazione si è immediatamente riunita, prima della conferenza stampa, ha detto il ministro delle finanze. I suoi compiti non sono tuttavia ancora stati definiti.
Il mandato della delegazione è di salvaguardare gli interessi della Svizzera non solo nella controversia UBS-Stati Uniti, ma anche nei confronti dell’Unione europea (Ue) e di altri paesi, ha puntualizzato Merz.
Alla ricerca di una soluzione contribuirà anche l’incontro di lunedì a Washington tra Eveline Widmer-Schlumpf e il ministro di giustizia statunitense Eric Holder. Merz ha comunque tenuto a precisare che la trasferta americana della ministra elvetica non è una conseguenza della vicenda UBS: questo argomento è solo uno dei vari temi all’ordine del giorno delle discussioni.
Rispondendo a una domanda di un giornalista, Merz ha detto che finora non ci sono stati contatti diretti tra il governo svizzero e quello statunitense di Barack Obama governo. Secondo Merz, ora bisogna anzitutto esaminare come intendono procedere le autorità fiscali statunitensi.
Svizzera aperta al dialogoInterrogato dai giornalisti sulla possibilità di eliminare la distinzione, fatta dalla legge svizzera, tra evasione e frode fiscale, il presidente della Confederazione ha risposto che è prematuro pronunciarsi in merito.
Merz si è mostrato prudente anche riguardo al segreto bancario. Ha affermato che è tuttora valido, così definito nell’accordo sulla tassazione del risparmio fra la Svizzera e l’UE. Il ministro delle finanze non ha escluso che l’accordo possa essere adattato o esteso ad altri Stati. Berna è pure disposta ad esaminare l’eventualità di tassare altri profitti, come per esempio i dividendi.
“La questione verrà esaminata, ma tutto dipenderà anche dagli altri paesi”, ha detto. La delegazione studierà sicuramente tali varianti, ma il primo passo spetterà a Bruxelles: “l’Ue deve dapprima dire cosa vuole”, ha rilevato.
Il tesoriere della Confederazione ha pure ricordato che egli parteciperà, in marzo a Londra, alla Conferenza del comitato del Fondo monetario internazionale, durante la quale 24 ministri delle finanze prepareranno il G-20 che si terrà in aprile. Appuntamento, quest’ultimo, a cui la Svizzera non è invitata.
Il governo vuole anche avvalersi di un gruppo di lavoro pluridisciplinare. Esso sarà composto di specialisti di diritto, fisco, banche, imprenditoria, finanza, economia e diplomazia. “Se volete potete chiamarlo task force”, ha detto Merz, spiegando che il Consiglio federale ha puntato su una doppia struttura – delegazione e gruppo di lavoro – per rispondere a due esigenze: la volontà governativa di dirigere le operazioni e la necessità di avanzare celermente.
Partiti divisiNon tutti i partiti ritengono però che la via imboccata dal Consiglio federale sia quella giusta. Le reazioni sono contrastanti.
Per il presidente del Partito popolare democratico (PPD), si è di fronte a una decisione debole che dimostra come l’esecutivo non abbia ancora capito la serietà della situazione. Serve una task force che sia sì guidata da un ministro, ma che sia composta da diplomatici e da specialisti del settore bancario, osserva il presidente del PPD Christophe Darbellay. Il deputato vallesano non intende rimanere con le mani in mano e nella sessione parlamentare primaverile presenterà un’interpellanza urgente affinché sia costituito un “vero gruppo di lavoro”.
Secondo il Partito socialista, l’esecutivo continua operare in modo difensivo e senza coraggio, danneggiando in tal modo la piazza finanziaria. In un comunicato il partito dubita che la delegazione riesca ad affrontare al meglio la crisi, tanto più che è guidata dal presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz, il ministro delle finanze che “finora ha minimizzato i problemi”. Per i socialisti occorre riformare il segreto bancario, abolendo in particolare la distinzione fra frode fiscale e semplice evasione.
Anche l’Unione democratica di centro (UDC) non fa i salti di gioia. A parte il fatto che la decisione interviene con molto ritardo, i tre ministri che fanno parte della delegazione “non si sono distinti finora per il loro enorme impegno in questo campo”, afferma il presidente del partito Toni Brunner.ISoddisfatto anche il presidente dei Verdi Ueli Leuenberger: a suo parere, era ora che il governo prendesse le redini in mano sul tema. Leuenberger teme però che il governo si concentri troppo sulla difesa del segreto bancario, invece di elaborare una nuova strategia che permetta di uscire dalla crisi.

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