Verso una repubblica presidenziale a reti unificate

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“Quella ragazza potrebbe persino avere un figlio…Eluana ha ancora il ciclo mestruale …il papà non vuole fastidi per questo vuole staccare la spina”. Chi ha pronunciato queste parole oscene? Un ubriaco? Una persona alterata dal prolungato uso di stupefacenti? Un bestemmiatore incallito? No, sono parole del presidente del consiglio.Se in Italia esistessero davvero persone devote dovrebbero invocare l’immediata scomunica per chi si esprime in modi e forme che potrebbero creare imbarazzo anche in alcune osterie padane, per usare una espressione utilizzata recentemente dal presidente della commissione antimafia Pisanu. Attenzione, tuttavia, a non sottovalutare le scelte linguistiche di Berlusconi. In quello che sta accadendo c’è assai poco di casuale e di improvvisato.Eluana e suo papà Beppino sono soltanto la ragione apparente di tanta furia.La sostanza della sceneggiata e del drammatico scontro con il Quirinale, e persino con il presidente Fini, è di natura esclusivamente politica. Berlusconi sa perfettamente che comincia a perdere consensi, qualche giorno fa lui medesimo parlò di una flessione pari a sei o sette punti percentuali. Allo stesso tempo la crisi economica e sociale sarà purtroppo devastante e non basteranno a fermarla gli spot, le battute, i consigli per gli acquisti. Berlusconi, per altro, da tempo ha deciso di tentare la scalata al Quirinale, facendola precedere da una riforma della Costituzione in senso presidenzialista e accompagnata da una forte riduzione del ruolo del Parlamento, della giustizia, della corte Costituzionale. Per raggiungere questo obiettivo è necessaria la demolizione sistematica di qualsiasi figura e istituto di garanzia. Si tratta di un copione già brillantemente rappresentato contro quei giudici e giornalisti non disponibili a trasformarsi in giullari del sovrano, adesso la campana è suonata per il presidente Napolitano e per chi dovesse decidere di imitarlo. La vicenda di Eluana è sembrata a Berlusconi e ad alcuni dei suoi consiglieri, quella buona per realizzare una alleanza con le gerarchie vaticane e tentare una saldatura simile a quella che ha caratterizzato la presidenza dell’amico Bush. La sfida al presidente Napolitano è stata pianificata, ricercata, voluta.Non è detto che il piano vada a buon fine, ma l’intenzione è quella di provocare l’incidente, tentando di erodere quella vasta base di consenso che ha sin qui caratterizzato l’azione del presidente della repubblica. Da qui anche la nostra diffidenza per ogni iniziativa che, consapevolmente o meno, contribuisca a indebolire il ruolo del supremo garante della Costituzione.L’assalto alla Costituzione non finirà e neppure quello al Quirinale. L’obiettivo di Berlusconi è la realizzazione di una repubblica presidenziale a reti unificate, secondo un modello assolutamente estraneo alle democrazie liberali di tipo occidentale.

Per raggiungere questo risultato sarà utilizzato ogni mezzo politico e tutti i media di sua proprietà o da lui controllati in modo diretto o indiretto, come già accade per alcune reti e testate della Rai. I più scettici e cinici avranno modo di assaggiare la natura e la sostanza dell’irrisolto conflitto di interessi che non viene più nominato, ma che continua a esistere e a rappresentare la principale arma nelle mani del presidente editore.Già da qualche ora si assiste ad un crescendo di rappresentazioni nelle quali Napolitano é associato alla parola eutanasia e morte. Berlusconi è invece collegato alle parole vita, speranza, libertà. Alcune reti di famiglia stanno per iniziare il solito teatrino di finte intervista alla gente che sta con il presidente coraggioso. All’improvviso è stata ridata la parola al cardinal Martino. Qualche settimana fa il cardinale aveva espresso il suo orrore per i massacri di Gaza e per i silenzi dell’Europa.In quella occasione, salvo le consuete lodevoli eccezioni, le parole del cardinale erano state omesse o rese incomprensibili. Questa vola “la delusione del cardinal Martino e del Vaticano”, sono risuonate a reti semi unificate, a tutte le ore e in tutte le edizioni dei principali TG. Basterebbe questa semplice annotazione per comprendere le finalità tutte politiche, tutte strumentali dell’assalto in corso e se ancora ci fosse stato un dubbio ci ha pensato Berlusconi a levarlo di mezzo dichiarando che “la costituzione italiana è pesantemente inquinata da elementi filosovietici”, con buona pace di quella grande maggioranza di cattolici, di moderati, di liberali che contribuirono alla stesura della carta fondamentale.Ci auguriamo che le autorità di garanzia vorranno vigilare su quanto sta accadendo e accadrà nel sistema mediatico. Non basterà garantire il principio delle pari opportunità tra le forze politiche ma bisognerà consentire una piena e libera espressione ai diversi punti di vista che pure esistono nella comunità scientifica e religiosa. Guai ad abbassare la guardia, guai a far finta di nulla!Assisteremo ad una gigantesca operazione politica e mediatica contro la quale dovranno unirsi tutti quelli che hanno ancora a cuore lo stato di diritto. Non è questo il momento per dividersi in alti e bassi, credenti e non credenti, radicali e moderati, urlatori e silenziosi…Questo è il momento della più vasta unità, una unità di popolo capace di mettere insieme anche chi nel centro destra non vuole piegarsi ai comandi del capo supremo. Non bastano le iniziative spontanee e generose, occorre portare nelle strade di Roma e delle altre città italiane milioni e milioni di persone.Chiunque fosse interessato può aderire all’appello che abbiamo lanciato con Vincenzo Vita, con l’associazione per la sinistra, con il presidente di Articolo21 Federico Orlando.Non sarà facile, ma dobbiamo provarci e dobbiamo farlo in queste ore.Giuseppe Giulietti

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