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Fonte: http://rampini.blogautore.repubblica.it/2009/01/05/pechino-moralizza-internet/

Il governo cinese ha deciso un inasprimento della censura contro i più importanti motori di ricerca online, compresi Baidu e Google, accusandoli di diffondere pornografia e di attentare alla moralità della nazione. Un rapporto apparso sul sito d’informazione ufficiale www.china.com.cn annuncia che saranno puniti e oscurati quei siti che esercitano una “influenza malefica”.

Il ministero della Pubblica Sicurezza, di concerto con altri sei dipartimenti governativi, ha lanciato la nuova campagna di “moralizzazione” a cui è stata data ampia pubblicità anche nei notiziari televisivi. L’annuncio delle autorità di governo descrive una “campagna nazionale per fare pulizia delle correnti di volgarità su Internet che danneggiano la salute fisica e mentale delle giovani generazioni”. 19 siti Internet sono stati denunciati pubblicamente per avere omesso di ripulire i contenuti “volgari” nonostante i ripetuti avvertimenti delle autorità. Tra questi figurano Baidu, leader assoluto con i due terzi dei visitatori nazionali, e Google che è il numero due con la sua versione in mandarino.

Il giro di vite su Internet coincide con altre operazioni repressive come i numerosi arresti di firmatari dell’appello Carta 08 in favore dei diritti umani. Si inserisce in un clima di nervosismo dovuto alla crisi economica internazionale che rallenta la crescita cinese. Il governo teme che l’aumento della disoccupazione giovanile possa provocare tensioni nelle fasce più evolute della società, proprio nell’anno del ventennale di Tienanmen.

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