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Fonte: http://temi.repubblica.it/micromega-online/220109-europa-7-sentenza-contraddittoria/

Francesco Di Stefano, coraggioso editore di Europa 7 e i suoi legali hanno espresso una legittima amarezza per la decisione del Consiglio di Stato di imporre al ministero un risarcimento di un milione di euro per i danni subiti da una emittente alla quale è stato impedito di esistere.
Non vi è dubbio che si sia trattata di una decisione singolare e quanto meno contraddittoria rispetto alle stesse premesse del medesimo consiglio. Nelle premesse, infatti, la medesima corte riconosce che l’emittente ha subito danni gravissimi dalla mancata applicazione delle sentenze della corte costituzionale e delle stesse direttive della comunità europea. Accertata la gravissima infrazione il consiglio ha sostanzialmente deciso di rinviare al Tar la questione delle frequenze e ha condannato il ministero al pagamento di una multa che appare lontanissima dal danno accertato dalla medesima corte. Non siamo abituati a dileggiare le sentenze, qualunque esse siano, ma questa ci sembra risentire in modo eccessivo, per usare un eufemismo dello spirito dei tempi. Sarebbe, tuttavia, pericoloso non cogliere alcuni elementi che pure emergono da questa decisione. Le violazioni sono state accertate in modo definitivo. Chi le ha denunciate, pochissimi, non era dunque un pazzo.
La decisione del consiglio di stato non annulla affatto la sentenza della corte europea, anzi rinvia ad essa.
Il governo non è stato assolto e dovrà provvedere a reperire le frequenze utili a consentire il corretto funzionamento della emittente.
Le decisioni sin qui assunte non hanno recepito le indicazioni dell’Europa. Bisognerà dunque riprendere una forte iniziativa per non lasciare solo l’imprenditore Di Stefano di fronte al presidente del consiglio editore e alle sue corazzate politiche e mediatiche.
Resta, infine, una domanda chi pagherà la multa sia pure esigua? Pagherà lo Stato? I cittadini dovranno versare il loro obolo sull’altare del conflitto di interessi? Subito dopo dovranno portare le fedi nuziali all’altare della patria per sanare le multe che arriveranno dalla comunità europea?

Giuseppe Giulietti

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