La tossicità del tungsteno

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Secondo recenti studi il tungsteno non sarebbe così innocuo come finora si supponeva. I danni maggiori riguarderebbero l’ambiente, ma non è da escludersi che anche per la salute umana questo elemento possa risultare nocivo. Le caratteristiche che hanno consentito al tungsteno un’ampia diffusione sono l’elevata temperatura di fusione, la resistenza meccanica ed una buona inerzia chimica.

Il problema della sua tossicità nell’ambiente pone una questione delicata in quanto normalmente non viene monitorato nelle acque della maggior parte dei paesi. Il tungsteno assorbito dal suolo può sostituire il molibdeno in certi enzimi rendendo questi ultimi inattivi con problemi metabolici non indifferenti. Inoltre, in terreni acidi forma polimeri che la bibliografia scientifica conosce poco, aumentando ulteriormente l’incertezza sulla sua atossicità.

Gli studi evidenziano che, quando presente nell’acqua o nel terreno, influenzerebbe direttamente alcuni cicli vitali della mesofauna e delle piante. Al momento l’effetto tossico del tungsteno non è certo, quello che risulta però evidente è la necessità di nuovi studi in grado di approfondire le conoscenze per questo metallo le cui applicazioni vanno dai proiettili ai gioielli. Nessun allarmismo quindi, ma è bene monitorare.

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