Capitalismo totalitario

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Fonte: http://www.disinformazione.it/capitalismo_totalitario.htm

Dal libro “DITTATURE: la storia occulta” di Antonella Randazzo
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“Pochissimi capiranno il sistema, e quelli che lo capiranno saranno occupati a far soldi.
Il pubblico probabilmente non capirà che è contro il suo interesse”
Jacob Rothschild

I sistemi totalitari moderni potrebbero essere definiti “dittature del capitalismo dei compari”. In questi sistemi, un gruppo di persone si appropria indebitamente della maggior parte delle risorse, e le gestisce per il proprio interesse, a danno della maggior parte del popolo.
Il capitalismo viene definito come quel sistema economico e sociale in cui il capitale privato viene investito in attività economiche, stabilendo una separazione fra chi possiede i mezzi di produzione e chi offre la propria manodopera. Nel capitalismo di Stato i capitali e i mezzi di produzione appartengono allo Stato, e i cittadini lavorano per avere ciò che è necessario alla sopravvivenza.

Nel capitalismo “selvaggio” il capitalista non rispetta alcuna legge a tutela dei diritti umani. Ad esempio, paga salari così bassi da non permettere la sopravvivenza, oppure non si cura di migliorare le condizioni lavorative dannose alla salute dei lavoratori.
Il capitalismo selvaggio è stato definito “capitalismo dei compari” dall’economista americano Joseph Stigliz, in riferimento alle furbe strategie attuate da alcune persone per appropriarsi di finanziamenti e beni pubblici. Negli Usa, alcuni privati, appartenenti alla classe ricca, riescono ad avere ingenti sovvenzioni oppure sgravi fiscali milionari. Inoltre, si sono appropriati dei beni pubblici, ricavandone profitti. I meccanismi e le leggi che permettono ad alcuni privati di arricchirsi a spese dei cittadini sono molteplici, come spiega Stigliz:

“Gli imprenditori generalmente sono contrari ai sussidi, tranne che per se stessi… il cosiddetto Corporate Welfare sembra quasi un omaggio delle abbondanti risorse del nostro paese. Le società minerarie, per esempio, possono sfruttare queste risorse praticamente per niente. Quando, nei primi anni dell’amministrazione cercammo di farle pagare, fummo messi in minoranza… Fino al 1993 avevamo concesso a titolo gratuito l’utilizzo delle nostre frequenze e le emittenti televisive e radiofoniche del paese, i magnati dei media, avevano costruito così le loro fortune. I progressi compiuti dalla teoria economica avevano dimostrato che era possibile indire delle gare di appalto e incamerare a nome e per conto dei cittadini americani il valore di queste risorse che appartenevano loro di diritto… Raggiungemmo un accordo con il capogruppo dei repubblicani al senato, Robert Dole, per introdurre una tassa a carico delle emittenti televisive per l’uso dello spettro e per un breve periodo sembrò che la cosa potesse andare in porto. Ma alla fine, la reazione dei media contro questo progetto riuscì a soffocarlo”.[1]

I capitalisti americani ricevono spesso sussidi molto generosi dallo Stato, oppure ottengono, grazie alle loro lobby, sconti fiscali per milioni di dollari:

“Le forme più consistenti di assistenzialismo alle imprese erano rappresentate dagli sgravi fiscali… Nella strana logica di Washington, dare a qualcuno 100 milioni di dollari per una certa cosa era considerato molto peggio che non dire: se fai quella stessa cosa avrai sgravi fiscali per 100 milioni di dollari. Un assegno che esce era diverso da un assegno che non entra… I lobbisti che lavorano per le grandi imprese lo sanno, ed è questo il motivo per cui cercano di ottenere gran parte delle sovvenzioni sotto forma di agevolazioni fiscali”.[2]

In altre parole, negli Usa, i capitalisti fanno pagare ai cittadini le loro ricchezze, sia appropriandosi delle risorse senza pagarle, sia ottenendo sgravi fiscali o sussidi. A tutt’oggi, il capitalismo dei compari viene sostenuto dai governi americani in tutti i settori. Ad esempio, nel settore petrolifero, accade che le prime fasi dispendiose e poco proficue (l’esplorazione, l’estrazione e la raffinazione del petrolio) vengono affidate agli Enti statali, ma quando si arriva alle tappe finali (distribuzione e vendita), arrivano le grandi compagnie private inglesi e americane, che acquistano i diritti sui giacimenti. La guerra per il petrolio dell’Iraq viene pagata dai contribuenti americani, mentre i vantaggi dell’appropriazione dei pozzi petroliferi vanno alle grandi società petrolifere private come la General Electric e la Halliburton. Anche la ricerca scientifica viene spesso sovvenzionata dagli Stati, ma quando i ricercatori approdano ad un’importante risultato, i capitalisti possono brevettarlo e ottenere profitti privati da un investimento pubblico. Ciò accadde anche per la televisione: lo Stato sostenne tutte le spese per avviarla, pagando con i soldi dei cittadini, ma quando ormai era avviata, Nixon la vendette ai privati. Ormai si potevano fare molti soldi e si poteva esercitare un grande potere di controllo mediatico. Il motto del capitalismo dei compari potrebbe essere: “spese pubbliche, profitti privati”.

I privilegiati sono un numero ristretto, solidali fra loro nel difendere i loro saccheggi, per questo Stigliz li definisce “compari”.
In sintesi, il capitalismo dei compari ha come caratteristica l’accaparramento di risorse e denaro pubblico per estendere e accrescere i propri affari. Le aziende americane (ma anche molte aziende europee) vengono, in altre parole, sovvenzionate dalle risorse pubbliche, ma i profitti sono privati. Tale sistema esige un potere politico assai forte nel difendere gli interessi dell’élite ricca. Il potere mediatico (in mano all’élite) permette anche di tenere sotto controllo il potere politico. Ad esempio, qualora un presidente dovesse fare scelte non gradite all’élite, verrebbe scatenata una guerra mediatica per far rientrare la proposta di legge. Avere il potere di appropriarsi delle risorse del paese, e di far pagare i cittadini per costruire ed espandere la propria impresa è avere molto potere, come osserva Chomsky:

“Parecchie grandi industrie… vengono mantenute da massicce sovvenzioni statali. Molte Corporation non potrebbero sopravvivere senza, per alcune non rappresentano la parte maggiore dei profitti ma restano comunque un’ancora di salvezza.. Lo Stato fornisce anche la tecnologia di base, metallurgia, avionica o altro, attraverso il sistema dei finanziamenti pubblici. E’ difficile trovare un settore efficiente dell’industria statunitense o del terziario che non vi ricorra e che non sia sostenuto dall’intervento del governo… è diventato sempre più difficile tenere in piedi questo sistema… Il settore pubblico deve pagare la ricerca e i costi dello sviluppo (delle Corporation). [3]
Il vero potere è nelle mani degli investitori, dei padroni e delle banche… Chi non fa parte dei padroni o degli investitori non ha molta voce in capitolo. Può scegliere di affittare il suo lavoro alla corporation, o di acquistare i beni di prima necessità e i servizi che essa produce, oppure cercare di ritagliarsi un posto nella catena di comando, ma questo è tutto…. Le Corporation sono più totalitarie della maggior parte delle istituzioni che noi definiamo totalitarie nel campo della politica”.[4]

Tale sistema, fondato sul potere e sui privilegi di pochi a danno di molti, è assai costoso per i cittadini americani. Negli ultimi due decenni, per poter continuare a foraggiare i ricchi, le tasse sono significativamente aumentate, mentre i tagli alla spesa pubblica hanno raggiunto livelli altissimi. Almeno da venti anni, gli Usa non investono abbastanza nelle infrastrutture. Non investono risorse sufficienti per fronteggiare efficacemente gli uragani, come l’uragano Katrina (agosto 2005) ha tragicamente rivelato. Negli Usa sono sempre più numerosi i quartieri degradati, con scuole assai carenti e un alto livello di criminalità. I cittadini americani non hanno assistenza medica gratuita e devono spendere cifre enormi per andare all’Università. Anche la mortalità infantile è in crescita e molte persone (bambini e adulti) muoiono perché non hanno abbastanza denaro per curare alcune malattie. Tutto ciò avviene mentre le sovvenzioni alle imprese si moltiplicano, così come le spese militari. I cittadini pagano quindi un prezzo enorme per mantenere questo sistema, che produce sofferenza e vittime.

I capitalisti, per accrescere il loro potere, e soprattutto per poter essere considerati non responsabili dei crimini che commettono, hanno istituito le Corporation. Il giurista Joel Bakan, nel suo libro The Corporation spiega cos’è una Corporation e come essa riesca ad assumere un potere totalitario su tutti i paesi del mondo:

“ La Corporation va considerata un’istituzione, ossia una struttura e un complesso di imperativi che guidano le azioni delle persone al suo interno. La Corporation è un’istituzione anche sotto il profilo giuridico, la cui esistenza e capacità di operare è soggetta alla legge. La sua missione dal punto di vista giuridico consiste nel perseguire inesorabilmente e inderogabilmente i propri interessi, a prescindere dalle conseguenze spesso negative che il suo operato può avere sugli altri. Da ciò ne discende che la Corporation è un’istituzione intrinsecamente patologica, detentrice di un potere pericoloso sulle persone e sulla società… Le Corporation al giorno d’oggi controllano le nostre vite: decidono cosa mangiamo, cosa vediamo, cosa indossiamo, dove lavoriamo e cosa facciamo. Siamo inesorabilmente circondati dalla loro cultura, dalla loro iconografia e dalla loro ideologia. E, alla stregua della chiesa e della monarchia in epoche passate, si ergono infallibili e onnipotenti, autocelebrandosi attraverso edifici imponenti e raffinati apparati simbolici… Come un soggetto psicopatico, la Corporation non può riconoscere né agire secondo principi etici che le inibiscano di nuocere agli altri. La sua natura giuridica non fissa alcun limite a quello che può fare agli altri nel perseguimento dei suoi scopi egoistici; di fatto, laddove i benefici superano i costi, la Corporation è perfino obbligata ad arrecare danni”.[5]

Tale istituzione, dopo essere stata avversata nell’Inghilterra del XVII secolo, riappare alla fine del XVIII secolo[6], caratterizzata dalla capacità di mettere in atto una serie interminabile di frodi e imbrogli. Alla fine del XIX secolo, la Corporation , nei tribunali, venne considerata una “persona” giuridica, alla stessa stregua delle persone fisiche. La Corte suprema del New Jersey e del Delaware, nel 1886, stabilì che le Corporation dovevano, come le persone, essere poste sotto la protezione del quattordicesimo emendamento. Ciò equivaleva a dare loro un potere che i cittadini non potevano avere. Infatti, tutti i cittadini sono responsabili personalmente delle loro azioni, invece le Corporation assumevano diritti senza avere alcun dovere né alcuna responsabilità. Si trattava di avallare un paradosso: la Corporation , per legge, doveva a tutti i costi, dunque anche infrangendo le leggi, perseguire il profitto. Era per legge al di sopra delle leggi. Un mostro irresponsabile e con poteri illimitati.

All’inizio del Novecento, le Corporation avevano una cattiva fama: la gente comune le vedeva come “mostri senz’anima – egoiste, impersonali e amorali.”[7] Ma nel corso del secolo esse attuarono una serie di strategie atte a modificare la loro immagine, e ad apparire altruiste, socialmente responsabili e necessarie all’economia. Le strategie propagandistiche erano molteplici: ad esempio iniziarono a finanziare le squadre sportive e gli appuntamenti sportivi come le olimpiadi e i campionati; diffusero immagini pubblicitarie, nelle riviste e nei giornali, che inducevano ad associarle al servizio pubblico, e dettero grosse somme in beneficenza ad enti assistenziali. Ciò permise loro di essere benvolute dalla gente comune, fino alla crisi economica degli anni Trenta, in cui si diffuse l’idea che la situazione fosse dovuta al loro egoismo e alla loro avidità. Nel 1933, il giudice della Corte suprema Louis Brandeis, in una sentenza, le definì “mostri simili a quelli di Frankenstein.”[8]
Il cosiddetto ‘libero mercato’ è una realtà sempre meno “reale” perché di fatto sono le 180 Corporation transnazionali[9] che decidono le politiche economiche internazionali, e solo fra di loro avvengono le transazioni. Le Corporation sono in gran parte americane, europee e giapponesi, e controllano l’intera vita economica: il cibo, tutte le produzioni, le banche e le comunicazioni. Noam Chomsky le definisce “tirannie private”[10]… “le Corporation sono istituzioni illegittime di un potere tirannico con radici intellettuali non dissimili da quelle del fascismo e del bolscevismo”.[11]

Le politiche per il Terzo Mondo, come le politiche di scambio, sono subordinate agli interessi delle Corporation, che hanno come unico obiettivo quello di creare e accrescere profitto. Le Corporation cercano di nascondere le loro vere caratteristiche, e utilizzano i media per manipolare l’opinione pubblica a loro favore, cercando di apparire filantropiche e al servizio dei cittadini. Spesso sponsorizzano iniziative culturali o filantropiche, oppure pagano milioni ai Testimonial per associare la loro immagine a personaggi (attori, musicisti ecc.), amati da un vasto pubblico. Esse utilizzano massicciamente la pubblicità (anche occulta) per manipolare l’esistenza delle persone, accrescendo i loro bisogni materiali e orientando i loro acquisti. Per loro le persone sono consumatori oppure oggetti da sfruttare lavorativamente. Secondo Noam Chomsky la Corporation è disumana:

“(Il suo fine è) assicurarsi che gli esseri umani con cui interagisce, tu e io, diventino anch’essi disumani. Bisogna sradicare dalla testa della gente sentimenti naturali come l’attenzione per il prossimo, la compassione o la solidarietà… L’ideale è avere individui completamente isolati, che non si curino minimamente degli altri… il cui concetto di se stessi, il loro senso dei valori, si riduca a ‘Quanti bisogni indotti posso appagare? E quanto posso continuare a indebitarmi per appagare bisogni indotti?’ L’ideale sarebbe riuscire a creare una società fatta di unità minime costituite da una persona e un televisore, senza alcuna connessione con gli altri”.[12]

Molti luoghi del Terzo Mondo in cui le Corporation, soprattutto americane ed europee, sfruttano e riducono in semischiavitù, vengono tenuti segreti. Charles Kernaghan, direttore del National Labour Committee, è riuscito a trovare nelle discariche di rifiuti della Repubblica Dominicana alcuni documenti che testimoniavano metodi agghiaccianti per fruttare lavoratrici bambine delle fabbriche di articoli di abbigliamento della Nike. Kernaghan trovò fogli su cui venivano accuratamente annotate tutte le fasi di produzione di una maglietta: c’erano ben 22 operazioni, dal taglio al confezionamento, e ogni passaggio veniva cronometrato e aveva un tempo massimo. Per ogni maglietta la Nike pagava 8 centesimi di dollaro, per poi venderla a 22,99 dollari. Le giovani lavoratrici venivano controllate a vista dalle guardie, che non esitavano ad umiliarle e a picchiarle con ogni minimo pretesto.

Coloro che lavorano per le Corporation, dai manager rampanti ai semplici impiegati, vengono indotti ad avere una doppia morale: impietosi e inumani per produrre profitti, umani e benevoli con i loro familiari e amici. Se vogliono continuare a lavorare per le Corporation devono imparare a riconoscere tutte le occasioni per produrre profitto, in qualsiasi situazione. L’operatore di borsa Carlton Brown, dopo la tragedia dell’11 settembre, disse: “(quando gli aerei colpirono le torri) la prima cosa che mi venne in mente fu ‘a quanto sta l’oro?’… (l’11 settembre) è stato qualcosa di devastante, certo, di clamoroso, sconvolgente. Ma non tutto il male viene per nuocere… i miei clienti nel mercato dell’oro ci hanno guadagnato tutti. Dietro ogni tragedia c’è un’opportunità. L’opportunità di creare ricchezza”.[13]

Tramite le pubblicità, le Corporation accrescono i bisogni e l’avidità. Chris Hooper, pubblicitario e regista, che lavora per Mc Donald’s, Coca-Cola e altre Corporation dice: “(creo) immagini per vendere prodotti a coloro che non ne hanno bisogno… (che) incoraggiano un comportamento puerile, un comportamento irresponsabile, edonistico, egoistico e narcisistico”.[14] La pubblicità e la propaganda delle Corporation è ormai talmente invasiva che ci sembra “normale” vedere cartelloni pubblicitari ovunque, anche nei cinema, nei bar, negli stadi, in metropolitana, sugli autobus, ecc.
Le Corporation hanno realizzato un mondo in cui il loro potere si può imporre senza rispettare i diritti umani e nemmeno i minimi standard del rispetto per l’ambiente, delle situazioni lavorative, dei servizi sociali e del commercio. La loro totale libertà coincide con la distruzione di milioni di vite umane.

Per proteggere il loro potere, le Corporation inglesi e americane producono la maggior parte di armamenti e li esportano in tutto il mondo, soprattutto nelle aree del Terzo Mondo, che è meglio tenere nel caos della guerra per poterle meglio controllare e saccheggiare.
L’Unicef ha notificato che ogni anno muoiono per fame 5,6 milioni di bambini. Secondo la Fao (Food and Agricultural Organization) sono circa due miliardi gli esseri umani che soffrono la fame. Muoiono perché l’economia dei loro paesi è nelle mani dell’élite ricca occidentale, che attraverso le Corporation attua politiche economiche attente soltanto a produrre profitti. Centinaia di milioni di persone soffrono la fame perché gran parte del terreno arabile viene oggi utilizzato per la coltivazione di cereali ad uso zootecnico piuttosto che per cereali destinati all’alimentazione umana. La Fao ha più volte fatto appello ai governi dei “paesi in via di sviluppo” per indurli ad abbandonare le politiche agricole imposte dal Fmi e dal Wto, che per il popolo equivalgono alla morte.

Gli Stati Uniti producono più del 70% del grano per sfamare il bestiame, soprattutto bovino.[15] Inoltre, due terzi di tutto il grano che gli Usa esportano viene utilizzato per l’allevamento del bestiame e non per soddisfare il fabbisogno di cibo dei poveri del mondo. Le Corporation transnazionali, guardando esclusivamente al profitto, si curano di soddisfare la domanda di carni da parte del mondo ricco e lasciano morire di fame i poveri. Inoltre, esse hanno sottratto le terre ai paesi poveri. Ad esempio, in Etiopia, mentre le persone muoiono, i terreni agricoli vengono utilizzati per la produzione di panelli di lino, di semi di cotone e semi di ravizzone da esportare nel Regno Unito e in altri paesi europei come cereali foraggieri destinati alla zootecnia. Sono milioni gli acri di terra che nel Terzo mondo vengono utilizzati per la produzione di mangime destinato all’allevamento del bestiame europeo.

Dal 1950 ad oggi, la quota-parte di grano destinata alla zootecnia è triplicata e oggi supera il 21% del totale di grano prodotto. In Cina, dal 1960 ad oggi, la percentuale di grano da allevamento è triplicata (dall’8 al 26 per cento). Nello stesso periodo, in Messico, la percentuale è cresciuta dal 5% al 45%, in Egitto dal 3% al 31%, ed in Thailandia dall’uno al 30%. Mentre migliaia di persone, nei paesi industrializzati, muoiono per malattie causate dall’eccesso di cibo (attacchi di cuore, infarti, cancro, diabete ecc.), nel Terzo Mondo si muore di fame. Negli Usa almeno 300 mila persone muoiono prematuramente per problemi di sovrappeso, e secondo gli esperti il dato è destinato a crescere. Anche in Europa, più della metà della popolazione fra i 35 e i 65 anni ha un peso superiore al normale. Secondo il Who (World Health Organization), il 18% della popolazione dei paesi ricchi è obesa, e la percentuale corrisponde alla quantità delle persone denutrite. Alle Corporation non importa né della salute delle popolazioni dei paesi ricchi, né di quella delle popolazioni povere. Esse sono interessate solo ed esclusivamente al profitto e all’espansione del loro sistema economico, e non ha alcuna importanza per loro se questo coincide con la morte di milioni di persone. Dietro a questo genocidio ci sono dei precisi responsabili: società europee e americane come Ralston Purina, Cargill, Aia, Amadori, Doux ecc., che producono in paesi poveri del sud del mondo per poi importare in quelli ricchi. Ciò avviene anche perché nei paesi poveri i lavoratori non sono tutelati e possono essere sfruttati, per diminuire i costi. Ma chi acquista paga sempre lo stesso prezzo.

Oggi esistono cinque multinazionali capaci di esercitare un potere di vita o di morte sui popoli del mondo. Queste cinque multinazionali, definite le “cinque sorelle dei cereali”, sono la Cargill di Minneapolis, della famiglia Mc Millan, la Dreyfus di Stanford e Parigi, della famiglia francese Louis-Dreyfus, la Bunge y Born di Buenos Aires, della famiglia argentina Hirsh, la Garnac di Chicago e Losanna, della famiglia svizzera André, e la Continental Grain di New York, della famiglia americana Fribourg. Queste poche famiglie scelgono di fare le politiche di profitto, che non mettono al primo posto la vita umana, ma il loro personale interesse, condannando milioni di persone alla morte. Rincorrendo soltanto l’interesse personale creano un mondo in cui i magazzini europei e americani traboccano di derrate alimentari, di burro, latte, grano, vino olio, mentre nel Terzo Mondo ogni giorno muoiono per fame 24.000 persone, tre quarti delle quali sotto i cinque anni. Più di 800 milioni di umani sono cronicamente denutriti; 180 milioni di bambini sono sotto peso e 2 miliardi di persone hanno malattie dovute a carenze alimentari.

Le cinque sorelle dei cereali hanno provocato una serie di devastazioni nell’agricoltura di molti paesi del Terzo Mondo. Ad esempio, in Africa, per inserire monocolture ipersfruttatrici del suolo (tabacco, caffè, zucchero ecc) che avrebbero dato più profitti, hanno impedito la coltivazione di prodotti locali necessari all’alimentazione indigena (ad es. sorgo e miglio). Oggi più del 20% del cibo africano viene ora importato dai paesi ricchi, perché è stato impedito ai contadini indigeni di coltivarlo sul posto. Un rapporto Oxfam del 2002, intitolato Rigged Rules and Double Standards, sostiene che “128 milioni di persone potrebbero uscire dalla povertà se le regole del commercio permettessero ad Africa, America Latina, Asia orientale e del Sud-est di aumentare la propria parte del commercio mondiale di appena l’1%. In Africa, quest’aumento darebbe un introito di 100 miliardi di dollari, il quintuplo di quanto il continente riceve in termini di aiuti e di ripianamento del debito. Con questo 1% ci potremmo ricomprare il nostro cibo”.[16]

Aiutati dal Fondo Monetario Internazionale (Fmi) e dalla Banca Mondiale (Bm), le Corporation transnazionali costringono i governi del Terzo Mondo ad attuare politiche criminali e devastanti per la loro economia. Ad esempio, le imprese Usa inviano le loro eccedenze di mercato (grano, mais ecc.), che inizialmente vendono a prezzi molto bassi, per indurre al fallimento le cooperative agricole e i piccoli proprietari. Dopo il fallimento, le Corporation si impadroniscono delle loro aziende. I contadini rovinati diventano salariati al soldo delle Corporation, che li costringono a produrre a bassissimo costo e ad aumentare al massimo la produttività del terreno, utilizzando fertilizzanti o concimi chimici altamente inquinanti. In questo modo costringono paesi che erano autosufficienti dal punto di vista alimentare, a diventare dipendenti dai paesi ricchi. Essendo costretti ad importare, i debiti si aggravano e vengono utilizzati come arma di ricatto per continuare ad imporre politiche economiche favorevoli ai paesi ricchi. I cittadini dei paesi ridotti allo stremo si ribellano e cercano di rivendicare i loro diritti. Di conseguenza i paesi ridotti alla fame vengono massicciamente militarizzati. Vengono soppresse le libertà civili e viene instaurato un clima terroristico. In molti paesi, come le Filippine, il Bangladesh, l’Indonesia, i paesi del Centro-America e la Costa D’Avorio, le Corporation transnazionali possono produrre con enormi agevolazioni fiscali e pagando bassissimi salari. In queste zone esistono governi fantocci assoldati dalla stessa élite che sfrutta le risorse e la manodopera locale. In questi paesi non si può scioperare, non si possono istituire sindacati, e le leggi a tutela dei lavoratori sono praticamente inesistenti. Le Corporation transnazionali hanno anche il potere di imporre a livello internazionale il prezzo di acquisto delle materie prime, a scapito dei produttori locali, che si trovano a guadagnare sempre meno lavorando sempre di più. Una volta acquistato il prodotto, quando questo arriva nei paesi ricchi, aumenta improvvisamente di prezzo, anche di 10 volte. Ad esempio, una camicia prodotta in Bangladesh a 0,50$ viene venduta a New York a 46$. I paesi sottoposti a questo regime economico sono sostanzialmente proprietà delle Corporation, che possono sfruttare le materie prime e le popolazioni, emarginando chi non risulta utile al funzionamento della macchina produttiva, e sottraendo tutte le energie vitali delle popolazioni, per produrre profitto.

Le Corporation transnazionali hanno il potere di indirizzare le loro ricerche e le loro strategie dove e come vogliono, senza considerare come protagonista principale del loro operato l’essere umano e la sua salute.
Ad esempio, la Monsanto investe gran parte dei suoi profitti nella ricerca e nella produzione di semi transgenici. Nello Stato di Bahía (Brasile) ha costruito un impianto dal costo di 500 milioni di dollari per produrre semi transgenici di mais e soia da esportare a tutto il mercato andino. Le sue scelte dipendono dalla quantità dei profitti e per realizzare i suoi progetti si avvale di potentissime lobby che esercitano una forte pressione sul Congresso e sull’amministrazione degli Stati Uniti.

Negli Usa esistono lobby che fanno pressioni per l’attuazione di forti tagli nella spesa sociale e per non aumentare le tasse. Ad esempio, esiste l’Americans for Tax reform, una lobby fondata nel 1985 da Ronald Reagan. Questa lobby è talmente potente che è riuscita a far firmare un giuramento a quasi la maggioranza dei senatori del Congresso americano. Si tratta del giuramento di non alzare le tasse.
Le classi più deboli non hanno lobby e non possono fare alcuna pressione sul governo, mentre le Corporation e le banche sovvenzionano con cifre enormi le campagne elettorali dei candidati e utilizzano i gruppi di pressione per essere sicuri che il governo faccia ciò che è nei loro interessi. Durante la campagna elettorale, la Monsanto ha versato grosse somme a favore di George Bush. Quest’ultimo, salito al potere, ha inserito un dirigente della Monsanto all’interno della sua amministrazione.[17]

Grazie al sostegno del governo americano, la Monsanto ha potuto brevettare prodotti agricoli indiani, costringendo i contadini che li coltivavano da molti anni a pagare per le sementi. Il 21 maggio 2003, l ‘Ufficio Europeo per i Brevetti di Monaco ha concesso alla Monsanto un brevetto col n. EP 445929, con la semplice denominazione “piante”, anche se la legge europea non consente di brevettare le piante. Il brevetto comprendeva anche il grano che presenta una speciale qualità di cottura, derivato da grano indigeno indiano. Col brevetto, la Monsanto ha acquistato il monopolio della coltivazione, produzione e trasformazione di molte varietà di grano a bassa elasticità. Con un brevetto (EP 518577) registrato nel 1988, la Unilever e la Monsanto avevano reclamato il diritto esclusivo ad utilizzare la farina, per fare tipi tradizionali di pane indiano, come i “chapatis”. Negli USA, il 3 maggio del 1994, la Monsanto ha ottenuto il brevetto numero 5.308.635 per le miscele di farina di grano a bassa elasticità; il 9 giugno 1998 ha ottenuto il brevetto numero 5.763.741 per produrre impasto di grano a bassa elasticità e il 12 gennaio 1999 col numero 5.859.315 è stato rilasciato un altro brevetto per grani, che producono impasti a bassa elasticità. Attraverso questi brevetti la Monsanto può letteralmente controllare il pane quotidiano. La Corporation americana si è indebitamente appropriata di prodotti che erano frutto di lavoro per la selezione dei contadini indiani, e ha privato gli indiani della possibilità di produrre ciò che è tipico della loro produzione alimentare, il pane indiano chapatis. Osserva l’economista indiana Vandana Shiva:

“Con un giro d’affari stimato di 1.5 milioni di dollari, l’industria indiana di prodotti da forno è uno dei settori manifatturieri più importanti dell’India, la cui produzione è cresciuta costantemente nel paese. Le maggiori industrie di prodotti da forno, cioè quella del pane e quella dei biscotti, coprono l’82% del totale dell’industria dei prodotti da forno. Con una crescita complessiva annua stimata al 6,9%. Secondo l’ASSOCHAM India, una società a sostegno delle attività economiche, nel paese vi sono quasi 85.000 forni industriali. Circa 75.000 di questi operano in ambito non organizzato, che detiene una quota pari al 60% del mercato. I rimanenti 10.000 forni operano nel settore organizzato, che detiene una quota pari al 40% del mercato”.[18]

Assumere il controllo mondiale del cibo equivale ad acquisire un potere immenso di vita e di morte. Le Corporation che controllano il mercato delle varietà vegetali stanno sperimentando il modo di sostituire le varietà naturali con ibridi elaborati su princìpi chimici. La Fondazione Rockefeller è riuscita ad appropriarsi del 95% delle più comuni coltivazioni di cereali, e punta a rendere il settore sempre meno variegato e sempre più ibridato. Queste stesse persone, avendo anche il controllo della ricerca scientifica, impediscono che vengano fatti studi approfonditi sugli Ogm. Oggi il 90% del commercio di prodotti alimentari è nelle mani di pochissime transnazionali: Nestlé, Unilever, Monsanto, Cargill, Archer Daniel Midlands, Procter & Gamble e Kraft/Philip Morris.
Gli interessi di queste Corporation sono protetti ed estesi grazie anche all’Organizzazione Mondiale del Commercio (Omc o Wto). Il Wto è un ente privato che non rispetta le leggi internazionali, e possiede propri giudici e avvocati. I suoi giudici decidono del commercio internazionale, e spesso sono gli stessi avvocati delle Corporation. Il Wto si impone come organizzazione a cui ogni paese deve aderire se vuole far parte del mercato internazionale, quindi, nonostante i rischi, vi hanno aderito 134 paesi, che devono accettare le regole a favore delle Corporation.

Per fare un esempio, l’UE da anni paga 130 milioni di euro l’anno per poter rifiutare i vitelli americani, ingrassati con l’ormone della crescita e alcuni prodotti Ogm. I giudici hanno deciso che il torto era della Ue, nonostante si trattasse di tutelare la salute dei cittadini europei. Un altro esempio è quello dei farmaci indiani: il governo indiano forniva farmaci a basso costo ai poveri del mondo, ma a causa delle regole del Wto non può più farlo. I farmaci indiani erano simili a quelli già brevettati dalle grandi case farmaceutiche, e in ottemperanza al principio secondo cui non è possibile la vendita di medicine a prezzi più bassi di quelli delle transnazionali, non sarà più possibile salvare la vita di quei poveri che non possono pagare i farmaci a prezzi alti.

Il Wto, avendo di fatto il potere di imporre l’interesse delle imprese al di sopra di tutto, anche della salute umana, agisce come un’organizzazione politica ed economica oligarchica potentissima. E’ un’arma spesso mortale contro i poveri e rappresenta concretamente il potere assoluto dell’élite ricca. L’oligarchia che lo dirige non è mai stata eletta da nessun popolo, eppure sovrasta i governi di tutti paesi che vi hanno aderito. L’imperativo è di massimizzare gli interessi delle transnazionali, senza tener conto dell’ambiente, dei diritti dei lavoratori o della salute pubblica. Per il Wto tutto è merce, anche l’acqua, la scuola, la cultura e la sanità. Non c’è alcuna tutela per le persone comuni, che sono soggette al potere totalitario delle imprese e delle banche. Gli esseri umani, all’interno di questa logica, sono cose che si possono sfruttare per avere più profitto, oppure sono consumatori. John D. Rockefeller, il fondatore della Standard Oil Company, e capostipite della famiglia di petrolieri-banchieri, affermava: “La gente è semplicemente una merce trattabile e acquistabile quanto lo zucchero o il caffè. Io pago, per acquisti di questo tipo, molto più che per qualunque altro genere di merce sulla terra”.[19]

Secondo Domenico Losurdo, l’élite che oggi detiene il potere, utilizza nuove tecniche per indebolire i popoli, e per privarli del loro potere politico ed economico, e per decimare coloro che non vengono considerati degni di vivere:

“Come sanno gli storici, la Food-diplomacy , cioè la diplomazia della fame, è stata teorizzata dagli Usa e tuttora viene messa spietatamente in pratica. Se c’è una carestia chiaramente ‘indotta’ dall’esterno è quella che oggi falcidia il popolo iracheno e cerca di affamare il popolo cubano”.[20]

Questa tecnica è stata utilizzata anche in Africa, in molti paesi dell’Asia e nell’America Latina.

Le Corporation si impadroniscono di tutto, anche dell’acqua, assumendo il controllo della gestione dei servizi idrici pubblici in tutto il mondo. Oggi poche decine di società controllano gran parte della distribuzione dell’acqua. Tra queste ci sono le francesi Vivendi, Ondeo, Suez-Saur (che controllano il 40% del mercato mondiale con un giro d’affari di 60 miliardi di euro), le britanniche Seven-Trent e Thames Water, il colosso tedesco RWE, le americane Bechtel, Wessex Water, Danone, Metro Water Services e l’italiana Acea Spa. Queste Corporation sono appoggiate dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario Internazionale, che costringono i paesi del Terzo Mondo a rinunciare ai loro sistemi pubblici di distribuzione idrica e a privatizzarli, stipulando contratti talvolta gratuiti con queste aziende, dietro ricatto del debito. Queste Corporation non si curano del fatto che l’acqua sia un bene vitale fondamentale, e spesso aumentano il prezzo dell’acqua a proprio piacimento, e interrompono l’erogazione a chi non può pagare. Inoltre, non hanno nessuna trasparenza circa la qualità dell’acqua. L’acqua viene considerata una merce qualsiasi, accessibile solo a chi ha i soldi per pagarla e non un diritto umano fondamentale, necessario all’esistenza.[21] Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno nel mondo muoiono 10 milioni di persone (la metà delle quali sono bambini), per colera, tifo, dissenteria e altre malattie dovute soprattutto alla mancanza di acqua potabile e al conseguente consumo di acqua insalubre. Nei Paesi del Terzo Mondo, soprattutto in Africa, l’acqua è responsabile di oltre l’80% delle malattie. A causa della privatizzazione dell’acqua si prevede che nei prossimi anni moriranno più di settanta milioni di persone, per mancanza di acqua o perché usufruiscono di acqua sporca. Dietro a questi crimini vi sono precise persone, che non appaiono come “mostri” perché le loro responsabilità vengono tenute nascoste. Michel Camdessus dovrebbe essere processato per crimini contro l’umanità. Egli ha diretto per tredici anni le politiche del Fondo Monetario Internazionale, che hanno ucciso milioni di persone. Le politiche economiche errate non vedono mai nessun responsabile, anche quando è sicuro che esse hanno causato la morte e la miseria di parecchie persone. Oggi Camdessus è stato chiamato a sedere nelle Commissione pace e giustizia del Vaticano. Anche le persone che controllano le Corporation, come alcuni membri della famiglia Rockefeller, dei Rothschild, dei Warburg e molte altre, dovrebbero pagare per i crimini che commettono.

Le Corporation transnazionali, come la Nestlé , sfruttano i bambini e commettono altri crimini orrendi. Il 14 luglio del 2005, l’International Labor Rights Fund ha denunciato alla Corte federale di Los Angeles, la Nestlé , la Archer Daniels Midland (ADM) e la Cargill. L’accusa è di traffico di bambini, torture e lavoro forzato, crimini commessi nelle coltivazioni di cacao della Costa d’Avorio. Le tre compagnie importano grandi quantità di cacao dalla Costa d’Avorio, che è il maggior produttore mondiale. La denuncia si basa sulle accuse di tre persone, che sono state sfruttate quando erano minorenni. Nel 1996, i tre minorenni erano stati rapiti e trasferiti in Costa d’Avorio, dove vennero costretti a lavorare senza paga per 12-14 ore al giorno. Tutti i bambini sfruttati dormivano in luoghi sovraffollati, dove venivano controllati, chiusi a chiave e a volte frustati. I tre bambini vissero in tali condizioni dal 1996 al 2000.

L’International Labor Rights Fund considera “inammissibile che Nestlé, ADM e Cargill abbiano ignorato i ripetuti e ben documentati allarmi, lanciati diversi anni fa, sul fatto che le coltivazioni di cacao da loro utilizzate impiegano bambini schiavizzati. Le tre compagnie avrebbero potuto fermare questa situazione anni fa, ma hanno scelto di guardare da un’altra parte. Ci siamo rivolti alla Corte come ultima scelta”.
Ufficialmente, le tre società si oppongono allo sfruttamento di bambini. La Nestlé , nei suoi principi aziendali, ha dichiarato: ” La Società non dà lavoro ai bambini prima che abbiano completato il loro iter formativo obbligatorio, come stabilito dalle autorità preposte. Chiede, inoltre, che i propri partner applichino i medesimi standard”.

Nel settembre del 2001, alcuni rappresentanti degli industriali del cacao europei e americani avevano sottoscritto il Protocollo Harkin-Engel (dai nomi dei due senatori americani che avevano partecipato alla preparazione del Protocollo), che impegnava l’industria ad eliminare e a combattere il lavoro minorile in Africa Occidentale. L’accordo non ha sortito alcun effetto concreto. Nel 2001, l ‘Organizzazione Internazionale del Lavoro (Oil) ha denunciato l’esistenza di un traffico di minori finalizzato al lavoro nei campi di cacao. Dalle stime del 2002, sarebbero 352 milioni i bambini fra i 5 e i 14 anni costretti a lavorare, e almeno la metà di essi svolgono lavori pesanti e in condizioni disumane.[22] In Africa Occidentale e Centrale ci sono oltre un milione di bambini che lavorano in condizioni di semischiavitù. In Costa d’Avorio, in Camerun, nel Togo e in Nigeria, sono le condizioni di povertà e le gravi disuguaglianze sociali a rendere possibile lo sfruttamento dei bambini. In Africa Occidentale si produce quasi il 70% del cacao (43% in Costa d’Avorio, 4% in Camerun, 15% in Ghana e 7% in Nigeria), che viene raccolto e lavorato da bambini, anche di età inferiore ai sette anni. I piccoli produttori locali, pur sfruttando i bambini, non hanno grossi guadagni, poiché il cacao viene loro pagato ad un prezzo molto basso dalle Corporation occidentali. I prezzi del cacao vengono stabiliti dalle Borse di New York (Csce – Coffee, sugar and cocoa exchange) e di Londra (Liffe – London International Finance Futures Exchange). I produttori sono esclusi dalle contrattazioni, e si devono accontentare del 4-6% del prezzo finale.

La povertà dei paesi africani non permette a molti bambini di andare a scuola. A questi bambini non viene di fatto riconosciuto alcun diritto, e molti di loro non vengono nemmeno registrati alla nascita. Secondo l’Organizzazione Save The Children per il West Africa, esiste il traffico di bambini. Michel Larouche, direttore dell’Organizzazione, osserva che “il traffico di minori è un business organizzatissimo: in alcuni casi i ragazzi, affidati dai propri genitori a conoscenti, lasciano la propria casa per imparare un lavoro in altri paesi, altre volte invece i mediatori avvicinano i ragazzi che lavorano localmente, assicurando loro guadagni e introducendoli invece nel commercio illegale; in altri casi ancora i minori vengono rapiti e “contrabbandati” attraverso i confini verso la Costa d’Avorio, condotti nei campi e lì trattati come schiavi. Il problema, non è il lavoro minorile in sé ma le condizioni in cui devono lavorare i minori”.[23]

Inoltre, le Corporation attuano politiche criminali contro i sindacati che difendono i diritti dei lavoratori. Ad esempio, in Colombia, i sindacati colombiani hanno denunciato una situazione tremenda: le Corporation hanno fatto uccidere esponenti della lotta sindacale. Il Sinaltrainal[24] (Sindacato Nazionale dei Lavoratori dell’Industria Alimentare) ha accusato la Coca-Cola e la Nestlé di attuare un vero e proprio sterminio contro i sindacalisti. Nel periodo 2000/02 sono stati uccisi in Colombia 112 Dirigenti sindacali (l’80% dei sindacalisti uccisi nel mondo) e 10.000 militanti sindacali sono stati oggetto di minacce. Questi crimini vengono commissionati ai paramilitari che le Corporation transnazionali assumono per controllare i lavoratori e per impedire le lotte sindacali. In Colombia, la repressione delle lotte sociali è diventata un vero e proprio terrorismo di Stato. Nel 1996 è nata l’organizzazione “Colombia Nunca Más”, che ha l’obiettivo di fare in modo che i crimini possano essere puniti. L’organizzazione è riuscita a raccogliere parecchie testimonianze e informazioni su almeno 38.000 casi di torture, sparizioni forzate e/o esecuzioni extragiudiziarie. La banca dati del Colombia Nunca Mas ha registrato quasi 29.000 esecuzioni extragiudiziarie, 2.800 vittime di detenzioni-sparizioni e circa 7.000 vittime di torture o maltrattamenti. I dati riguardano anche le massicce repressioni che avvengono contro il movimento contadino, il movimento indigeno e i movimenti politici di opposizione, come l’Unión Patriótica e il Partito Comunista.

Le Corporation transnazionali dei farmaci uccidono milioni di persone ogni anno, privandole del diritto a potersi curare. Esse impediscono, a causa dell’alto costo di alcuni farmaci, a milioni di persone di curarsi. I colossi dei farmaci sono la Bayer , la Pfizer , la Tecnoquímicas S.A ., la Abbot Laboratories , la Baxter , la Roche , la Schering-Plough , la Bristol Myers Squibb e la Boehringer Ingelheim.
Un medico tedesco, il Dottor Matthias Rath, nel giugno del 2003, ha citato in giudizio le grandi Corporation petrolchimiche accusandole di gravi crimini contro l’umanità, come il genocidio e i crimini di guerra. Le Corporation farmaceutiche vengono anche accusate da molti altri medici di intralciare le ricerche relative a metodi di cura alternativi ai farmaci e alle cure tradizionali. Vengono indicati come responsabili, il presidente degli Stati Uniti George Bush, i membri del suo entourage (Cheney, Rumsfeld, Rice, ecc.), Tony Blair, tutti i direttori generali, gli alti dirigenti e i consigli di amministrazione delle Corporation farmaceutiche (Pfizer, Merck, Glaxosmithkline, Novartis, etc.), petrolchimiche (Exxon, BP, Chevron, etc.) e i membri dei gruppi finanziari che le sostengono (Rockefeller, Rothschild, Jp Morgan, la commissione Trilaterale ecc.).

Alcune Corporation farmaceutiche, come la Pfizer , la Merk , la GlaxoSmithKline , la Novartis , la Amgen e la Astra Zeneca , sono accusate di aver ostacolato la prevenzione delle malattie tramite le nuove cure naturali salva-vita, per non perdere i profitti che ricavano dai medicinali chimici brevettabili. I farmaci tradizionali sono efficaci soltanto ad eliminare i sintomi, e non curano le malattie. Rath ha citato in giudizio le Corporation farmaceutiche presso il Tribunale Penale Internazionale ( la Corte permanente istituita l’11 marzo 2003 a L’Aja). La Corte non è ancora operativa, ma se dovesse diventarlo l’Olanda potrebbe perseguire le violazioni dei diritti umani universali. Tuttavia, il sistema di protezione delle Corporation, anche quando i crimini sono evidenti o provati, è molto potente, e sostenuto dall’élite ricca di tutti i paesi del mondo. Infatti, le autorità degli Stati Uniti, Russia, Cina ed Israele hanno dichiarato che non processeranno nessuno, ancor prima di accertare se i crimini sono reali oppure no. Rath avanza la denuncia in nome di “popolo della Terra”, e utilizza le sue conoscenze mediche per provare che le sue non sono soltanto illazioni. Egli è stato collaboratore del premio Nobel per la chimica e per la pace Linus Pauling, che scoprì l’importanza della vitamina C nella cura di molte malattie.

La denuncia di Rath contro le industrie farmaceutiche riguarda anche l’aver volontariamente ignorato importanti scoperte mediche relative a cure con sostanze naturali come alcune vitamine. Questo avveniva perché le sostanze naturali (i micronutrienti) non sono brevettabili e perciò non possono garantire elevati profitti. La citazione in giudizio presentata al Tribunale Penale Internazionale da Matthias Rath dice:

“La presente citazione porta in giudizio davanti alla Corte Internazionale di Giustizia i maggiori crimini mai commessi nel corso della storia umana. Gli imputati sono accusati di aver causato la morte e danni a milioni di persone attraverso il “business della malattia”, attraverso crimini di guerra e altri crimini contro l’umanità… Le accuse presentate in questo appello si riferiscono a due principali capi d’accusa:
* Genocidio e altri crimini contro l’umanità commessi in connessione con il business farmaceutico della malattia.
* Crimini di guerra e di aggressione e altri crimini contro l’umanità commessi in connessione con la recente guerra in Iraq e l’escalation internazionale verso una guerra mondiale.
Questi due capi d’accusa sono direttamente riferiti e collegati ad un unico fattore: vengono commessi nel nome e negli interessi degli stessi gruppi corporativi d’investimento e dai loro sostenitori politici. Per stabilire le prove e mostrare le motivazioni comuni degli accusati e’ necessaria un breve rivisitazione storica.
Nel corso del XX secolo, l’industria farmaceutica è stata sviluppata e organizzata con il fine di controllare i sistemi sanitari di tutto il mondo rimpiazzando sistematicamente le terapie naturali non brevettabili con farmaci di sintesi e brevettabili, perciò redditizi. Questa industria non si è evoluta naturalmente.
Al contrario, è stata una decisione d’investimento presa da una manciata di imprenditori ricchi e senza scrupoli. Costoro hanno definito deliberatamente il corpo umano come un mercato finalizzato a generare ulteriore ricchezza…. Il motore trainante di questa industria per investimenti fu il Gruppo Rockefeller. Nel periodo a cavallo tra il XIX e XX secolo avevano il controllo del 90% del mercato petrolchimico degli Stati Uniti e stavano aspettando una nuova opportunità di investimento globale. Un altro gruppo d’investimento attivo in questo campo si è formato intorno al Gruppo finanziario dei Rothschild… Gli imputati sono responsabili della morte di centinaia di milioni di persone che continuano a morire di problemi cardiovascolari, cancro e di altre malattie che potrebbero essere evitate e che potevano essere eliminate definitivamente molto tempo fa.
Per commettere questi crimini, le società farmaceutiche usano un labirinto di esecutori e di complici arruolati nella scienza, nella medicina, nei mass-media e nella politica. I governi di intere nazioni sono maneggiati o completamente controllati da gruppi di pressione e dagli ex-quadro dell’industria farmaceutica. Per decenni, la legislazione di intere nazioni è stata corrotta ed usata per promuovere questo “business della malattia” multimiliardario mettendo a rischio la salute e la vita di centinaia di milioni di pazienti e di persone innocenti”.[25]

Un reato come quello individuato da Rath è già stato commesso dalle Corporation petrolchimiche. Nel 1947, alcuni dirigenti e ricercatori della IG-Farben vennero processati a Norimberga. La IG Farben era il più grande cartello farmaceutico-petrolchimico dell’Europa prebellica e la più grande azionista della Standard Oil dei Rockefeller. Il Tribunale di Norimberga condannò non soltanto i leader politici e militari, ma anche i dirigenti aziendali (seppur a pene miti, vedi capitolo IV), che avevano portato Hitler al potere.
Le società derivate dalla IG-Farben continuano a mettere il profitto al di sopra di tutto, commettendo delitti contro la salute, la vita umana e l’ambiente. La Bayer e la Hoechst dominano il mercato europeo ormai da molti anni. La Coalition Against Bayer Dangers (Cbg) è stata creata per mettere la Bayer di fronte alle sue responsabilità. Nel 1978 la Cbg capì che la Bayer stava commettendo reati contro i diritti umani e l’ambiente. In molti paesi stava sostenendo i dittatori nel reprimere i lavoratori che chiedevano condizioni di lavoro più umane. La Cbg ha fatto emergere molti casi in cui la Bayer aveva calpestato i diritti umani. Ad esempio, nel 1988 è stata condannata per aver licenziato in America Latina alcuni lavoratori che si erano iscritti al sindacato, e nel 1991 è stata accusata da un tribunale tedesco di aver fatto pressione per peggiorare le condizioni di lavoro.

Nel 1995 è iniziata la campagna “Never Again!”, per ottenere un risarcimento per lo sfruttamento che la Bayer , la IG Farben e le altre Corporation hanno attuato nei campi nazisti e continuano a praticare nei paesi poveri. Le Corporation farmaceutiche producono farmaci esclusivamente a scopo di lucro. Tutte le loro politiche sono attuate per accrescere i profitti. La ricerca avviene soltanto nei settori remunerativi. Ad esempio, malattie come la malaria e la tubercolosi sono la causa di morte per milioni di persone del Terzo Mondo, eppure le case farmaceutiche scelgono di fare ricerche per farmaci contro la calvizie o l’impotenza. Osserva Bakan: “Nel 2000 non è stato sviluppato nessun farmaco contro la tubercolosi, rispetto agli 8 per la cura dell’impotenza o delle disfunzioni erettili e i 7 per la cura della calvizie. Lo sviluppo di farmaci destinati al trattamento dei disturbi di personalità negli animali domestici sembra avere priorità più elevata rispetto alla battaglia contro malattie che uccidono milioni di esseri umani ogni anno”.[26]

Da recente è emerso che le Corporation farmaceutiche, come la Pfizer , hanno fatto sperimentazione su esseri umani nei paesi del Terzo Mondo.
La Pfizer è un’azienda americana molto importante nel settore, quotata a Wall Street, che si occupa di produrre nuovi farmaci sia nel settore umano che in quello veterinario. Nel 1996 la Pfizer doveva testare un nuovo antibiotico contro la meningite, il Trovan. Approfittò di una drammatica epidemia di meningite in Nigeria per mandare i suoi “esperti” a somministrare il nuovo farmaco, senza notificare che il farmaco non era mai stato testato prima. I ricercatori della Pfizer utilizzarono come cavie 200 bambini. Undici bambini morirono e quando, nel gennaio del 2001, venne fuori la notizia, la Pfizer sostenne di aver ricevuto autorizzazioni non scritte da parte dei genitori dei bambini. Ma i genitori si sono dichiarati all’oscuro di tutto e hanno denunciato la casa farmaceutica.

Il totalitarismo dell’attuale sistema economico-finanziario mondiale è reso possibile dal possesso, da parte dello stesso gruppo (e delle stesse, poche persone) delle banche, delle Corporation, dei media e del controllo politico. Sempre più spesso sono gli ex dirigenti di importanti banche o di grandi multinazionali ad assumere ruoli importanti nella politica. E’ come se venissero spostati da un incarico all’altro dagli stessi loro datori di lavoro. I governi sono diventati organi a servizio del capitale, cioè del gruppo ristretto che possiede quasi tutta la ricchezza del mondo.

Ogni Corporation ha come azionisti di maggioranza quelle stesse persone che posseggono le banche, cioè i Rothschild, i Rockefeller, i Warburg, gli Harriman, gli Schiff, i Vanderbilt, i Barclays, i Walton, i Morgan, i Mellon ecc. Questo significa che i responsabili, che si nascondono dietro le Corporation, sono sempre le stesse persone che si sono arricchite (e continuano ad arricchirsi) con la guerra e con la morte di milioni di persone. Le Corporation sono controllate attraverso gruppi finanziari come la Chase Manhattan Bank, la FMR Corp , la Mellon Financial Corp, la Wellington Managment , Citigroup, la Rothschild Bank , la Barclays Bank , la National Westminster Bank, la Putnam Investments e altri. La Morgan-Chase ha nel suo consiglio di amministrazione i rappresentanti di alcune delle più importanti Corporation presenti nel mondo, come le compagnie petrolifere Exxon-Mobil e BP-Amoco, le holding Honeywell (filiale della General Electric), la Bechtel , la Dupont , i laboratori farmaceutici Merck e Wyeth.

Le holding[27] e le banche si occupano in vari modi delle guerre in corso nelle varie parti del mondo. Ad esempio, il gruppo finanziario Carlyle possiede la società BDM, che ha come presidente Frank Carlucci. La BDM ha fornito servizi logistici alle truppe militari Usa impegnate in operazioni internazionali. La BDM controlla anche il capitale azionario della società di costruzioni militari Vinnell Corp., impegnata nell’addestramento della Guardia Nazionale Saudita e nella protezione dei pozzi petroliferi del paese mediorientale. La Carlyle possiede anche la Federal Data , che rifornisce di sistemi radar l’amministrazione USA, e la United Defense Industries Inc., il maggiore fornitore di sistemi di lancio missilistici delle forze armate statunitensi, turche e saudite. Nel giugno 2003, la Carlyle ha acquistato il 70% di Fiat Avio, la società appartenuta alla famiglia Agnelli che opera nella costruzione di caccia aerei, velivoli da trasporto e componenti missilistiche. Il restante 30% è stato acquistato da Finmeccanica, che è in parte di proprietà del Ministero del Tesoro italiano. Personaggi che hanno fatto parte del governo Usa traggono altissimi profitti dalla Carlyle. Tra questi ci sono James A. Baker III, ex segretario di Stato; Richard G. Barman, ex direttore dell’Office of Management and Budget; e John Sununu, ex segretario generale della Casa Bianca. Nella direzione del Carlyle Group siedono inoltre l’ex premier britannico John Major e l’ex direttore della Banca Mondiale, Afsaneh Masheyekhi. Il principe saudita Al-Waleed Bin Talal, nipote di re Fahd, dispone di una partecipazione indeterminata nei fondi, e George W. Bush, attuale presidente degli Stati Uniti, è stato dal 1990 al 1994 membro del consiglio d’amministrazione di Caterair, filiale del Carlyle Group.[28] Altri conglomerati finanziari, come Morgan-Chase (della famiglia Rockefeller) e Citigroup sono state oggetto di diverse inchieste, che hanno provato il loro coinvolgimento nel riciclaggio di denaro proveniente da traffici illeciti, nel sostegno alle operazioni di guerra e di repressione dei regimi militari più corrotti (ad esempio in Cile, Bolivia, Argentina durante le dittature degli anni ’70 e ’80, nel Nicaragua di Somoza, nelle Filippine di Marcos, ecc.), nelle transazioni di armi pesanti e componenti nucleari e nelle fughe di capitali dai paesi del Sud del mondo verso i maggiori paradisi fiscali.[29]

Molte Corporation hanno finanziato l’attuale governo americano, incoraggiandolo ad aggredire l’Iraq. Ad esempio, la Exxon Mobil , la Halliburton , la Chevron Texaco e la General Motors, che stanno guadagnando altissimi profitti grazie alla vendita di armi e agli appalti per la gestione dei pozzi e per la ricostruzione dell’Iraq. Alcuni membri del governo americano stanno avendo parecchi guadagni grazie alla guerra in Iraq. Ad esempio, il vicepresidente Dick Cheney, che possiede parecchi pacchetti azionari proprio delle Corporation che stanno traendo grossi profitti, come la Halliburton (di cui è stato dirigente), la Chevron-Texaco e la Exxon-Mobil.

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[1] Stigliz Joseph E., I ruggenti anni Novanta, Einaudi, Torino 2004, pp. 100-104.
[2] Stigliz Joseph E., op. cit., p. 105.
[3] Chomsky Noam, Il golpe silenzioso. Segreti, bugie, crimini e democrazia, Edizioni Piemme, Casale Monferrato (AL), 2004, pp. 37-38.
[4] Chomsky Noam, Il golpe silenzioso. Segreti, bugie, crimini e democrazia, op. cit., p. 21.
[5] Bakan Joel, The Corporation, Fandango, Roma 2004, pp. 5-81.
[6] Osserva Bakan che “tra il 1781 e il 1790, il numero di Corporation aumentò di circa dieci volte, da 33 a 328”. Bakan Joel, op. cit., p. 13.
[7] Bakan Joel, op. cit., p. 21.
[8] Bakan Joel, op. cit., p. 24.
[9] Le Corporation transnazionali sono legate all’élite della nazione di origine, ma esercitano potere in molte parti del mondo. Si sono appropriate di risorse in molti paesi, dove hanno i loro centri di produzione, e vendono i loro prodotti in tutto il mondo.
[10] Pilger John, op. cit., p. 69.
[11] Chomsky Noam, Il bene comune, Piemme Edizioni, Casale Monferrato (AL) 2004, p. 88.
[12] Intervista a Noam Chomsky, in Bakan Joel, op. cit., p. 173.
[13] Bakan Joel, op. cit., p. 147.
[14] Bakan Joel, op. cit., p. 163.
[15] http://www.consapevolezza.it/notizie/apr-giu-2002/fame_nel_mondo.asp
[16] D’Eramo Marco, “Il continente da modificare”, Il manifesto, 27 agosto 2002.
[17] Si tratta di Anne Veneman, ex top manager della Calgene, società di biotecnologia di proprietà della Monsanto, nominata a capo della segreteria dell’Agricoltura
[18] Shiva Vandana, “Biopirateria del grano”, ZNet Daily Commentaries, 22 aprile 2004. http://www.zmag.org/italy/shiva-biopirateriagrano.htm
[19] Cit. Gozzoli Sergio, “L’America: i plutocrati ‘eletti da Dio'”, http://www.paginadelleidee.net/7_politica/politica24.ht
[20] AA.VV., Sul libro nero del comunismo. Una discussione nella sinistra, Manifestolibri, Roma 1998, pp. 66-67.
[21] Organizzazioni non governative, nel 1998, hanno stilato un “Manifesto dell’acqua”, in cui si sostiene che l’acqua non è un bene economico ma un bene vitale patrimonio di tutto il mondo. Nel documento si è proposto di stipulare un contratto mondiale dell’acqua, con due principali finalità:
1) assicurare l’accesso per ogni essere umano, per ogni comunità umana; l’accesso dev’essere riconosciuto come diritto politico, economico e sociale fondamentale individuale e collettivo inalienabile;
2) assicurare la gestione solidale e sostenibile integrata dell’acqua. Vedi R. Petrella, Il Manifesto dell’acqua. Il diritto alla vita per tutti, Edizioni Gruppo Abele, Torino 2001, p. 20; e R. Petrella, “Acqua, bene comune dell’umanità”, in “Alternative/i”, n. 2, giugno 2001.
[22] Organizzazione Internazionale del Lavoro, “A future without child labour”, 2002.
[23] “Un dossier contro lo sfruttamento. Più diritti, più cacao”, indagine condotta da Save the Children e TransFair Italia. http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?iddos=4224&idc=2&ida=&idt=&idart=2453
[24] Il Sinaltrainal nasce nel 1982 dall’unione dei sindacati presenti nelle Imprese imbottigliatrici della Coca Cola e della Nestlè. Nasce per difendere i diritti e le rivendicazioni degli operai, contro le politiche neoliberali che distruggono ogni possibilità di migliorare le condizioni economiche e lavorative dei lavoratori.
[25] http://www4.dr-rath-foundation.org/ad_archive/pdf/italy05.pdf
[26] Bakan Joel, op. cit., pp. 64-65.
[27] Le holding sono grandi società finanziarie che ne controllano altre attraverso il possesso di pacchetti azionari.
[28] Brisard Jean-Charles, Dasquié Guillaume, La verità negata. Una voce fuori dal coro racconta il ruolo della finanza internazionale nella vicenda Bin Laden, Marco Tropea Editore, Milano, 2002, p. 180.
[29] Henry J. S., Banqueros y Lavadólares, Tercer Mundo Editores, Bogotá, 1996

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