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Fonte: http://www.carta.org/campagne/beni+comuni/16110

L’anno prossimo la scuola pubblica del tempo pieno primaria e la scuola dell’infanzia avranno le 40 ore e le due maestre interne come chiedevamo. Questa è una vittoria. Davanti a un movimento enorme che ha coinvolto milioni di persone il governo ha fatto marcia indietro. Non possono dirlo in maniera chiara perché la Gelmini dovrebbe dimettersi ma il decreto 137 è di fatto annullato. Il maestro unico facoltativo è una cazzata. Il fascismo non è passato.

Ora le famiglie possono decidere liberamente il modello di scuola pubblica per i loro figli. Grazie a tutti i bambini e le bambine che hanno occupato le scuole e manifestato per strada con la loro allegria contagiosa. Grazie alle maestre e ai maestri cha hanno lottato in tutti i modi, dagli scioperi compatti ai balletti rap. Grazie alle mamme e ai papà che si sono trasformati in leoni. Grazie agli studenti universitari, grazie all’onda decisiva, grazie a chi ha invaso le strade d’italia per due mesi e occupato le università ha assediato la camera e il senato. Grazie a questo movimento che si è mobilitato dal basso abbiamo agguantato delle vittorie in una guerra che ci è stata scatenata contro dal governo italiano. Stiamo sabotando i sogni di dominio di Tremonti e Berlusconi. E’ vero che i problemi restano giganteschi. I tagli sono ancora tutti lì a pendere sulle nostre teste, ma abbiamo fatto un tale casino che non sanno più da dove cominciare e devono ricominciare da capo. Quando si vince qualcosa bisogna essere contenti e brindare e allora in alto i calici. La resistenza ha vinto una battaglia.

La scuola è di chi ci vive. Questo deve essere il nostro slogan. Disobbediamo a tutto il corollario che ci vogliono imporre. Disobbediamo alle scuole ponte e ammettiamo tutti i bimbi e le bimbe che non parlano bene l’Italiano, disobbediamo alle valutazioni in decimali. Disobbediamo all’ora di religione, via il vaticano dalle nostre scuole. Non abbiamo paura di abbracciarci per questa vittoria, è piccola, si, in mezzo a tutti i problemi ma indica una strada. Quanti dicevano: «Tanto non si può fare niente! E’ inutile protestare». E invece no! Si poteva fare qualcosa e noi lo abbiamo fatto! E’ stato utile protestare, abbiamo dei risultati concreti da portare a casa e ne beneficeranno tutti. E’ chiaro che la lotta resta aperta come lo era prima e lo sarà sempre. Per oggi godiamoci questa conquista.

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