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Fonte: http://www.danielemartinelli.it/2008/12/23/se-di-pietro-e-come-romeo-io-sono-marylin-monroe/

Sui quotidiani di oggi si legge che nell’estate 2007 Mauro Mautone (ex provveditore alle Opere Pubbliche della Campania arrestato nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti truccati) viene trasferito, il consigliere provinciale di Campobasso Cristiano Di Pietro (figlio dell’ex pm) non parla più con lui al telefono.

Dopo il trasferimento Mautone chiama gli amici, la moglie e con loro concorda la linea di ricattare il figlio del ministro. La moglie di Mautone rimprovera il marito di essersi messo a disposizione “con quel cretino di Di Pietro con il figlio” e si chiede come mai questo non sia servito a niente! “Siccome il potere che tieni qua a Napoli non lo puoi tenere a Roma conviene buttarla sul ricatto del figlio. L’unico sistema“. E l’amico di Mautone Mauro Caiazza rincara la dose: “È importante tenere il ministro sotto”.

Non intendo dare sentenze prima del tempo, tuttavia queste poche righe mi sembra chiariscano il fallito tentativo di corrompere o coinvolgere i Di Pietro in manovre illecite. Peccato che il dettaglio contrasta col tono dei titoli dei giornali dedicati alla vicenda sugli appalti truccati dalle tangenti in Campania.

Scorretti e disonesti, alla faccia della questione morale. A cominciare dal Corriere della sera che scrive: Romeo e la rete del fido Mautone Politici, funzionari e Di Pietro jr. Come se Cristiano Di Pietro c’azzeccasse con le tangenti per le quali è finito in galera l’imprenditore Romeo, accusato di essersi messo a proprio servizio politici di estrazione bipartisan a suon di mazzette.

Il Giornale di Paolo Berlusconi fa peggio. Apre in prima pagina con Le intercettazioni che inguaiano Di Pietro come a voler mettere sullo stesso piano il peso delle dichiarazioni del figlio Cristiano e la richiesta d’arresto di Italio Bocchino, deputato in carica affiliato al clan del presidente del consiglio dei ministri Silvio Berlusconi, fratello di Paolo, editore proprio del Giornale (dettagli che si ricava soltanto nella gerenza ben nascosta).

Inguaiare Di Pietro è il vero scopo dell’armata mediatica generalista controllata dal berluscone, impegnata a denigrare Idv dopo gli strepitosi risultati ottenuti alle elezioni abruzzesi.

Sui giornali vengono accomunati favori, ricatti, raccomandazioni, legami con politici, contatti amicali con i vertici delle forze dell’ordine e i “rapporti controversi” di Mauro Mautone con la famiglia di Antonio Di Pietro, quando quest’ultimo era ministro delle Infrastrutture.

Cristiano Di Pietro ha chiesto a Mautone di sistemare un suo amico ingegnere a Bologna? E’ stato sistemato? E se ciò fosse sarà penalmente rilevante ai fini dell’inchiesta sulle tangenti? Lo stabilirà la magistratura. Una cosa è certa: i toni si dimostrano sproporzionati visto che sempre sui quotidiani nazionali si legge che comunque le inidiscrezioni raccolte su Cristiano Di Pietro non mettono in ombra le responsabilità molto più gravi di Alfredo Romeo alla luce delle nuove telefonate intercettate col parlamentare di Alleanza nazionale Italo Bocchino, per il quale i pm hanno sollecitato l’arresto, che rivelano il tentativo di organizzare un pranzo con Gianfranco Fini.

Il tutto nel paese di Pulcinella del presidente del consiglio piduista garantista.

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