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Fonte: http://www.danielemartinelli.it/2008/12/25/requiem-natalizio/

Si sta chiudendo un anno che probabilmente ricorderemo come l’ultimo della “belle epoque” tecnologica. Il futuro ci riserva una disastrosa crisi economica, un governo di piduisti presidenzialisti che si fa beffe degli italiani per assecondare il solito presenzialista, un dolo alfano che ha guastato i principi basilari di civile convivenza, una giustizia ingiusta che annienterà ciò che rimane del ceto medio e basso, ci terremo tutte le costose province e metteremo la sinistra fra i soprammobili di casa. La osserveremo nelle rughe rifatte di Alba SiParietti, che in vista della menopausa crede di fare un favore a Veltroni annunciando l’intenzione di candidarsi nel defunto partito democratico assieme alla stagionata Sabrina Ferilli, quest’ultima ospite del tg3 di Bianca Berlinguer per farsi presentare “orgogoliosa di stare a sinistra”. Entrambe a sponsorizzare Silvio Berlusconi preoccupato di non potersi più divertire con gli alleati calati nella parte di oppositori, ma di dover fare i conti con un un’opposizione vera.

Quella del partito di Antonio Di Pietro che non ha bisogno di infierire sul cadavere del Pd morto dissanguato. Finito con un colpo di questione morale che ha ucciso pure la sua sopravvivenza. Prova ne è la squallida disperazione di Mario Giordano e dei suoi sottoposti del Giornale della famiglia Berlusconi, traditi anche dall’ultima arma, quella della fantasia, che con lodevole talento hanno talmente fiaccato da non riservare più nemmeno uno straccio di sorpresa sotto l’albero.

Già, perché l’invenzione non sostituisce la realtà. In mancanza di qualcosa di penalmente rilevante sul conto dell’ex pm non rimane altro che morire nell’ossessione di ripetere il nulla, riempendo le pagine dell’house organ con fotografie fumose incorniciate da didascalie false e tendenziose.

La regia delle bugie e della confusione che hanno sfigurato il quotidiano di Indro Montanelli è curata da un gruppo di macellai travestiti da giornalisti, che stanno ingoiando di traverso il capitone natalizio attanagliati dal bisogno di fomentare idiozie. Ben consci di sparare con un caricatore vuoto.

Ben consci della realtà con la quale dovrà fare i conti il loro editore corruttore: crisi, disoccupazione, credibilità internazionale sotto i piedi e pericolo di tumulti popolari che potrebbero segnare la fine anticipata del suo regno. Forse in piazzale Loreto, travestito da Babbo Natale appeso per le caviglie.

Sarebbe un Natale diverso, degno di tanti auguri.

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