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Fonte: http://storiadiierioggidomani.blogspot.com/2008/07/pitagora-e-la-simbologia-massonica.html

Le notizie che si hanno oggi del filosofo di Samo Pitagora, sono molto scarse. La bibliografia pitagorica antica e moderna è però assai estesa per cui si può ritenere che le sue conoscenze in ogni campo erano grandissime.
Pitagora visse nel VI secolo prima di Cristo e fondò a Crotone, in Calabria una scuola che Aristotele chiamava “Scuola Italica”, dove tra le altre cose insegnò l’aritmetica e la geometria. L’attrazione del filosofo per Crotone era stata la fama della scuola di medicina che si trovava nella Città ed è proprio qui e nelle vicinanze di Crotone che, come sostengono molti studiosi, il pitagorismo si diffuse perché trovò un popolo ed una civiltà da lungo tempo disposte ad un’elevata disposizione di pensiero che praticavano culti e miti di ogni genere.
Ma la domanda che qui ci si pone è quella di capire che legame c’è tra l’insegnamento di Pitagora che visse nel VI secolo a.C. e la Massoneria che nasce invece ufficialmente nel XVIII secolo d.c..Il simbolo pitagorico del Tetractis nella sua forma schematica di triangolo equilatero coincide perfettamente con la forma schematica del Delta massonico.Il Delta che è insieme al sole ed alla luna uno dei lumi sublimi della società dei liberi muratori come dice il rituale dell’apprendista, si trova nei lavori di primo grado tra i simboli del sole e della luna dietro il saggio del Venerabile, mentre nei lavori di secondo grado è sostituito dalla stella fiammeggiante. Le rispettive età iniziatiche dell’apprendista e del compagno corrispondono a questa sostituzione. Ne deriva, una stretta connessione tra i due simboli e siccome la stella a cinque punte è simbolo tanto dell’antico sodalizio pitagorico che della Massoneria, ne risulta confermata l’identificazione del Delta massonico con la Tetractis pitagorica.
Tra i simboli muratori, non compare invece nessun simbolo cristiano, neppure la Croce, ed è naturale, solo simboli di mestiere e simboli geometrici, architettonici e numerici. Se il simbolo massonico avesse un carattere cristiano, esso sarebbe un simbolo isolato, spaesato e non si comprenderebbe l’esistenza in Massoneria.
La massoneria eredita dalla dottrina di Pitagora molti simboli.
L’operazione di sviluppo e perfezionamento spirituale nella tradizione muratoria ed in quella ermetica, si chiama La Grande Opera, da compiersi secondo le norme dell’arte.In entrambe le tradizioni è espressa mediante un simbolismo, rispettivamente muratorio-geometrico ed alchemico. La materia prima è la pietra grezza, ossia il novizio libero muratore ed è quindi una materia già scelta e giudicata atta a tale scopo. Questa pietra grezza va sgrossata, squadrata e levigata sino ad assumere la forma della pietra cubica della maestria. Strumenti di questo lavoro sono la squadra ed il compasso; il lavoro va compiuto passando dalla squadra al compasso ossia dalla rettitudine alla misura e tra squadra e compasso che è quanto dire segretamente, poiché si tratta per la natura stessa dell’operazione di un travaglio interiore ed intimo.
Non è facile rintracciare i legami tra la filosofia ermetica e la Massoneria. Secondo quanto riferisce Apuleio, Pitagora diceva che non da ogni legno si deve scolpire un mercurio ed analogamente per la Massoneria non qualunque profano può divenire un Massone e non tutti gli apprendisti e compagni possono divenire dei Maestri, perché si tratta di sviluppare un dono naturale e non di creare dal nulla e non esiste un’arte che possa fare un Paganini di chi non è fornito dell’orecchio necessario.
Anche il Pitagorismo come la Massoneria, ha per scopo questa grande opera di edificazione spirituale, anche se si incontra la difficoltà del mistero e del segreto, aggravata dalla scarsezza degli scritti e documenti pitagorici pervenuti a noi.
Il nostro grande concittadino Dante Alighieri si ispira manifestatamene al concetto della Tetractis o quaderno pitagorico, del Delta luminoso Massonico (vedi Par. XVII, 37-39). Egli si ricollega nella sua suprema visione al nobilissimo filosofo Pitagora facendo uso della stessa parola, dello stesso simbolo e dello stesso concetto. L’insegnamento da trarre oggi, è il dovere di contribuire a richiamare gli adepti sparsi su tutta la superfice terrestre al nobile e secolare compito della fratellanza: dare luce a chi bussa alla porta del tempio e condurre gli eletti verso la perfezione.

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