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Fonte: http://www.danielemartinelli.it/2008/12/19/morale-la-questione-pd-e-sepolta/

Il partito democratico è un carrozzone morto. Il codice etico un’idiozia. Soprattutto dopo il no votato assieme agli alleati berlusconiani all’autorizzazione a procedere nei confronti del veltroniano Salvatore Margiotta.

Soltanto una settimana fa Veltroni e D’Alema, in coro, dicevano che nel Pd non esiste una questione morale ma una volontà strumentale di delegittimare il partito.

Poche ore dopo finiva in manette il sindaco di Pescara, sotto inchiesta il governatore della Basilicata e arrestati alcuni assessori della giunta comunale napoletana della sindaca Russo Jervolino. Che evidentemente non ha mai fatto la voce grossa con i suoi.

Il riformismo della presa per il culo dei creduloni della sinistra ha trasformato il pullmann veltroniano in un Sulky diretto al macero. Lo stesso in cui è finita triturata la sinistra delle chiacchiere.

I cittadini disgustati dai politici usi a tangenti e corruzione aumentano ogni giorno perché si informano in Rete e leggono i libri di Chiarelettere. La questione morale se la sanno fare da soli. Non c’è bisogno di Veltrusconi.

Il pd è il fantasma di se stesso. L’odierna seduta spiritica dei suoi fantocci intenti all’improbabile sua resurrezione, si sono in realtà accaniti sul cadavere.

Renato Soru ha ceduto le sue quote azionarie e il controllo del quotidiano L’Unità al docente di diritto Gabriele Racugno perchè, dopo le sue dimissioni da governatore della Sardegna vuole ricandidarsi. Francesco Cossiga è il suo testimone di nozze. Gli altri deputati fanno i padrini dei loro colleghi. Anche oggi sono state negate diverse autorizzazioni a procedere nei confronti di parlamentari per i quali i magistrati hanno chiesto l’arresto. Il parlamento ha alzato le barricate tranne Idv, l’unico partito che ha votato a favore dell’autorizzazione.

Per il pd la morale non è nemmeno una questione. Non esiste proprio.

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