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Fonte: http://www.carta.org/campagne/diritti+civili/16142

Ha cominciato a sortire i suoi effetti la campagna terroristica del governo – capitanato dalla sottosegretaria al welfare Eugenia Roccella – contro la Ru 486. L’Agenzia italiana del farmaco [Aifa] avrebbe dovuto dare il via libera alla procedura di mutuo riconoscimento nella riunione del consiglio di amministrazione prevista per giovedì. Ma il dibattito sulla Ru 486 è stato stralciato dall’ordine del giorno della riunione, anche se oggi il comitato tecnico scientifico dell’Aifa ha dato, come previsto, parere positivo per il completamento della procedura. La Ru 486 dovrà quindi prima passare per il Comitato prezzi e rimborsi e dovrebbe arrivare all’esame del cda tra gennaio e febbraio. Se tutto va bene. Roccella è ripartita alla carica minacciando di [ri]portare il farmaco all’Emea, dalla quale – però – è arrivata la sollecitazione a immettere il farmaco in commercio anche in Italia. Il Pdl e l’Udc stanno intanto raccogliendo le firme per una mozione parlamentare che si oppone alla commercializzazione della Ru486. «Chiediamo al Governo di tutelare la salute delle donne e per questo di fare una scelta politica. Attendiamo che l’esecutivo prenda una posizione più forte», dichiara la Bertolini, del Pdl, che ieri gridava al rischio di «deriva nichilista». Esponenti dell’Udc e del Pdl hanno anche presentato una interrogazione sulla Ru486, definita «killpill». «A questo punto è chiaro che vi sono pressioni politiche sull’Aifa, un organo che dovrebbe essere meramente tecnico, per impedire la registrazione del farmaco», afferma in una nota l’associazione dei consumatori Aduc, che presenterà un ricorso alla Corte europea dato che i tempi di legge per il mutuo riconoscimento sono stati ampiamente superati.

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