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Fonte: http://www.carta.org/campagne/precariato+e+lavoro/16116

Nonostante il tempo, lo sciopero generale e le manifestazioni di oggi indette dalla Cgil con i sindacati di base e con gli studenti dell’Onda sono state ovunque un successo. La partecipazione è stata «altissima», dicono dalla Cgil. Il segretario organizzativo Enrico Panini, commentando i dati arrivati al sindacato, ha detto: «L’adesione è molto buona, ci risulta che in molte, tantissime aziende del paese andiamo ben oltre il doppio il numero dei nostri iscritti, in alcuni casi anche il triplo». Erano oltre 108 le manifestazioni su tutto il territorio nazionale, di cui cinque regionali. Di seguito tentiamo una rassegna di quello che è accaduto nelle principali città italiane.

A Roma i sindacati hanno portato in piazza 30 mila persone, partite da piazza Esedra. Il corteo dell’Onda è invece partito dall’università La Sapienza. C’erano 5 mila persone, tra cui studenti delle scuole superiori, il movimento Insegnanti precari, i Comitati in lotta per la casa, il comitato di maestre e genitori per la difesa della scuola «Non rubateci il futuro», Action e i Gap [Gruppi di acquisto popolare]. Lo slogan è stato naturalmente «noi la crisi non la paghiamo». Come sempre i cortei dell’Onda sono diversi e inaspettati: poco dopo la partenza, qualche centinaio di studenti dell’università di Roma Tre si sono uniti al corteo della Sapienza, portando uno striscione nero con la scritta «lavoro e università, stessa rabbia stessa precarietà. Con Alexis nel cuore». Sul percorso il corteo dell’Onda ha anche incrociato quello dei Cobas, davanti alla stazione Termini di Roma. Un gruppo di studenti in via dei Fori Imperiali si è staccato dalla manifestazione per entrare dentro il Colosseo, ed esporre un grande striscione, di circa tre metri di altezza per due di larghezza, su cui era disegnata una grande onda che spazza via la legge 133.

A Milano hanno partecipato al corteo almeno 80 mila persone, partite da porta Venezia. Ad aprire il corteo lo striscione della Camera del lavoro di Milano, poi le bandiere rosse e gli striscioni del mondo della scuola e di altri settori dell’impiego pubblico. I sindacati di base invece si sono uniti al corteo dell’Onda in piazza Duomo. In testa uno striscione degli studenti delle scuole superiori, «da Milano ad Atene con Alexis nel cuore. Io non ho paura». Seguivano gli studenti degli atenei milanesi, dal politecnico all’università statale, e i ricercatori precari dell’università. Una parte dei manifestanti di piazza del Duomo ha proseguito verso piazza Fontana per posare due corone di fiori in ricordo delle vittime della strage nella banca dell’Agricoltura, di cui ricorre oggi il trentanovesimo anniversario.

Per quanto riguarda l’astensione dal lavoro, l’adesione in Lombardia è stata intorno all’80 per cento, con punte del 90 in molte aziende metalmeccaniche come l’Iveco di Pregnana e la Alstom di Sesto San Giovanni. Per quanto riguarda il settore del commercio e dei servizi, lo sciopero ha interessato il 60 per cento dei dipendenti Carrefour, l’80 per cento dell’Ikea e il 50 dei lavoratori di A2A. Astensione tra il 50 e il 65 per cento nel pubblico impiego.

A Bologna, una delle cinque manifestazioni a carattere regionale, c’erano tre cortei. Il corteo della Cgil, al quale ha partecipato il segretario generale Guglielmo Epifani, si è mosso da piazza XX Settembre aperto da tre statue di cartapesta raffiguranti Berlusconi, Gelmini e Brunetta e dallo striscione «Sciopero generale contro la crisi – più lavoro, più salario, più pensioni, più diritti». Diverse centinaia sono i pullman, almeno 600 più due treni speciali, arrivati nel capoluogo. Già dalle 9 di questa mattina il traffico lungo i viali era paralizzato. Alla fine hanno partecipato in 200mila. Prima che Epifani prendesse la parola, la piazza ha dedicato un minuto di silenzio ai morti sul lavoro. Nelle prime battute del suo intervento, Epifani ha ricordato Alexis Grigoropoulos, ucciso dalla polizia greca il 6 dicembre «mentre manifestava in solidarietà alla lotta dei sindacati greci». Dopo il comizio, Epifani ha incontrato a lungo il sindaco Sergio Cofferati.

A Palermo un gruppo di studenti dell’Onda ha occupato la sede del consolato greco. Alle manifestazioni in tutta la Sicilia hanno partecipato in 70 mila: 25 mila a Palermo, 15 mila a Catania, 3 mila a Messina, 4 mila a Siracusa, 3 mila a Caltanissetta, 2 mila a Trapani, 700 ad Enna, dove nevicava, 3 mila a Ragusa, oltre un migliaio ad Agrigento, dove la manifestazione si è tenuta al chiuso a causa del maltempo.

A Napoli sono scesi in piazza in 40 mila, con il comizio finale del segretario della Fiom Gianni Rinaldini. In Campania ci sono stati altri quattro cortei: ad Avellino erano in 8 mila, 20 mila a Salerno, in 10 mila a Caserta.

A Torino il corteo era aperto da tre grandi palle di neve con le scritte «Disoccupazione», «Rischio Povertà», «Precarietà». Hanno partecipato in 50 mila. Secondo il sindacato l’adesione nelle aziende metalmeccaniche del torinese va dal 90 per cento del Itca e della Teksid al 70 dell’Alenia, all’80 della Microtenica. L’adesione allo sciopero dei lavoratori di Palazzo Civico è del 40 per cento, mentre tra quelli del mondo della scuola arriva al 45 per cento. Alla manifestazione torinese ha partecipato anche l’Onda. Un gruppo di studenti dell’«Assemblea no Gelmini» si è staccato dal corteo e ha murato, con tanto di assi di legno inchiodate, l’ingresso della banca Credit di via Po: «Noi la crisi non la paghiamo, noi le banche le sanzioniamo».

A Bari i due cortei previsti, che dovevano restare separati, si sono riuniti, e hanno partecipato in 40 mila.

A Cagliari in piazza erano in 15 mila, il corteo era aperto dai lavoratori del petrolchimico di Porto Torres.

A Mestre in piazza c’erano almeno trentamila persone, in due cortei.

A Perugia 5mila persone hanno sfidato la pioggia e il freddo che sta attanagliando da giorni la città. Non c’era nessuna bandiera del Partito democratico. Una parte importante del corteo era formato dagli studenti dell’Onda e da cittadini migranti. Gruppi di manifestanti hanno simbolicamente preso d’assalto una vetrata di Unicredit colpendola con monetine e attaccandoci sopra manifesti di protesta.

Sono stati oltre 100 mila i manifestanti nelle piazze della Toscana: a Firenze 40mila, a Pisa e a Siena 12mila, a Livorno 11mila, sia a Massa sia Pistoia 5mila, a Lucca e a Prato 4 mila, 2 mila ad Arezzo e 1.500 a Grosseto. La percentuale di adesione del parco industria oscilla tra il 90 e il 95 per cento.

A Bergamo centinaia di manifestanti hanno occupato i primi due binari della stazione ferroviaria e i treni in arrivo sono stati deviati sugli altri binari. Poco prima di mezzogiorno i binari sono stati spontaneamente liberati.

In diecimila sotto la pioggia hanno aderito alla manifestazione della Cgil ad Ancona. Una parte del corteo si è staccato ed è andato ad occupare il consolato greco. L’azione è della Rete degli studenti, in particolare di Macerata e Ancona, che dopo l’occupazione ha organizzato una conferenza stampa con il console greco, che si è detto pronto a fare da portavoce della solidarietà espressa dagli studenti marchigiani al movimento di coetanei del suo paese.

Anche in Abruzzo le manifestazioni son state un successo: le piazze dell’*Aquila*, di Lanciano [dove ha sfilato anche Antonio Di Pietro], Teramo e Pescara si sono riempite, ognuna, di circa 3 mila persone.

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