Stampa / Print
Fonte: http://www.danielemartinelli.it/2008/12/12/lincensurato-e-limputato/

Ci sono Chiodi e Berlusconi: vietato dissentire.

Luca Di Vincenzo è un laureando in informatica che nei giorni scorsi si è recato, armato di videocamera, ad un incontro pubblico con Silvio Berlusconi e il suo candidato alle elezioni regionali dell’Abruzzo Gianni Chiodi. Mi ha scritto una mail in cui racconta ciò che ha pubblicato sul suo blog.

Luca è un altro esempio che cito volentieri a modello, affinché il suo dissenso informato contribuisca a spargere il mortale verminaio per i fantocci della politica dell’applauso usi alle fotografie, all’autografo e all’arroganza.

Nel merito delle elezioni di domenica 14 e lunedì 15 dicembre, ricordo che sono 2 i principali candidati pronti a contendersi la poltrona di presidente dell’Abruzzo.

Per il Pdl di Silvio Berlusconi il candidato è Gianni Chiodi, ex sindaco di Teramo, imputato di disastro ambientale e gestione di rifiuti non autorizzata in un’inchiesta avviata dalla procura della sua città. Il pm ha chiesto il suo rinvio a giudizio assieme ad altre 14 persone per i danni ambientali arrecati da una discarica abusiva di rifiuti, ricavata in un calanco, solco naturale eroso dalle acque su terreni argillosi alla periferia di Teramo. La discarica in questione che cede a valle, rilascia il percolato in un laghetto protetto che ha tinto le sue acque di un marrone nauseabondo. La notizia è apparsa su l’Espresso.

Nella sua campagna elettorale in giro per l’Abruzzo, Gianni Chiodi non ha quasi mai parlato in pubblico e si è sottratto quasi sempre alle interviste, rinunciando pure al confronto diretto col candidato Idv-Pd. Là dove gli elettori abruzzesi si aspettavano di sentire Gianni Chiodi, si sono ritrovati Silvio Berlusconi arroccato su qualche piolo, che tra le tante fanfaronate ha rimproverato agli abruzzesi di essere tirchi e complici della crisi economica.

Sconosciuto il programma politico regionale di Gianni Chiodi. L’unico messaggio che ha rivolto è stato ai disperati, ai quali ha chiesto di inviargli il curriculum con la promessa implicita di un impiego nell’amministrazione pubblica regionale in cambio del voto. Iniziativa punibile penalmente.

Per il centrosinistra capeggiato da Idv-Pd il candidato è Carlo Costantini, ex consigliere comunale e attuale deputato dell’Idv, incensurato. Proviene da un periodo fitto di incontri con gli elettori abruzzesi e soltanto in qualche occasione è stato supportato dalla presenza di Antonio Di Pietro.

Il suo programma politico prevede lo snellimento dei costi della politica, a cominciare dalla decurtazione della pensione ai consiglieri regionali, fino alla smobilitazione delle costose consulenze aggrappate alla sanità regionale che ha fatto sprofondare il debito dell’Abruzzo a cifre di 9 zeri.

Costantini, come Di Pietro, è un grande estimatore della Rete che utilizza per comunicare e interagire con gli elettori giovani, i maggiori fruitori del mezzo.

Durante la campagna elettorale, in risposta alla proposta del voto di scambio di Chiodi, Carlo Costantini ha promesso di impiegare parte dei fondi regionali per stimolare l’imprenditoria privata, e ha preso a cuore il progetto della nuova raffineria di Ortona (CH) che il governo Berlusconi intende realizzare dopo l’esproprio del diritto alle regioni di intervenire sulle infrastrutture, sancito dalla nuova Legge antifederalista numero 1441. La raffineria, secondo i piani, sorgerà in una zona coltivata a vitigni, famosa per il Montepulciano d’Abruzzo.

L’elezione a presidente dell’Abruzzo di Carlo Costantini segnerebbe una pietra miliare nella svolta della politica italiana. L’inedita guida di un dipietrista alla giunta di una regione, mantenendo le promesse, potrebbe indebolire fortemente la credibilità del governo nazionale attuale.

About the author

Related Post

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica e viene aggiornato senza alcuna periodicità, esclusivamente sulla base della disponibilità di materiale sugli argomenti trattati. Pertanto, non può considerarsi prodotto editoriale sottoposto alla disciplina di cui all'art. 1, comma III della Legge n. 62 del 7.03.2001 e leggi successive.