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Fonte: http://www.carta.org/campagne/precariato+e+lavoro/16092

Centomila tonnellate di rifiuti speciali e cinquemila tonnellate di pasta di zolfo sono state sequestrate oggi all’interno dello stabilimento siderurgico dell’Ilva di Genova. Uno dei più grossi sequestri di rifiuti, ha fatto sapere il Noe di Pescara che ha eseguito il sequestro per il quale sono state denunciate quattro persone appartenenti al management dell’Ilva, tutti responsabili di aver realizzato uno stoccaggio di rifiuti speciali non pericolosi in mancanza delle previste autorizzazioni.

Nel registro degli indagati figura Emilio Riva, patron delll’Ilva, il direttore dello stabilimento di Genova, Giuseppe Frustaci, i responsabili dello smaltimento rifiuti, Franco Risso ed Enrico Calderari.

Allo stabilimento Ilva di Taranto invece questa mattina è morto un altro operaio. Jan Zygmunt Paurovicz, polacco di 54 anni, era addetto di una ditta appaltatrice e all’1,30 è precipitato dall’altezza di una quindicina di metri. I soccorsi sono stati inutili.

La più grande acciaieria d’Europa, del Gruppo Riva, è da tempo al centro di scontri e polemiche non solo per il tema della sicurezza sul lavoro [gli incidenti mortali sono stati 41, 7 nell’ultimo biennio] ma anche per le emissioni inquinanti e per i livelli elevati di diossine nell’aria. Solo ieri oltre 1600 capi di ovini sono stati abbattuti, sospetti di essere tossici. Pochi giorni fa oltre 20mila cittadini hanno manifestato chiedendo attenzione e interventi per i livelli d’inquinamento registrati dalle diverse agenzie, prima fra tutte l’Arpa che ha diffuso dati di tossicità atmosferica superiori a quelli consentiti dalla legge.

Le segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato uno sciopero immediato di 24 ore delle aziende d’appalto operanti nell’altoforno 4 e altre 24 ore di sciopero a partire dalle 7 di venerdì per tutti i lavoratori diretti dell’Ilva e i lavoratori dell’appalto.

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