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Fonte: http://toghe.blogspot.com/2008/12/lanm-e-la-gioia-dellobbedienza-servile.html

A margine della brutta giornata di ieri, nella quale, a fronte delle ennesime esternazioni di uno “sconcertato” (parole sue) Vicepresidente Mancino su “fatti di inaudita gravità” accaduti a Catanzaro che, con riferimento ai magistrati di Salerno, risultano allo stato ridotti al fatto che uno dei magistrati di Catanzaro lamenta che i carabinieri che lo hanno perquisito (e non i colleghi di Salerno) lo hanno fatto spogliare e che, addirittura, sono stati perquisiti anche gli zainetti dei bambini (cosa assolutamente normale in ogni perquisizione, nel corso della quale, come tutti gli addetti ai lavori sanno, si perquisiscono anche le vaschette degli sciacquoni dei bagni, ove spesso vengono trovate occultate le cose che si cercavano), si registra una entusiastica “presa di posizione” dei vertici dell’Associazione Nazionale Magistrati.

“Prendere posizione” ed “emettere comunicati” è la principale attività (se non l’unica) dei vertici dell’A.N.M. (con riferimento, ovviamente, all’aspetto pubblico del loro impegno, che poi ha invece un enorme versante privato, consistente nel gestire il “potere interno” della magistratura).

La “posizione” di ieri si può riassumere icasticamente nel titolo scelto da molti giornali e agenzie di stampa.

Per tutte, AGI, che titola tutto maiuscolo:

DE MAGISTRIS: ANM, CSM DIMOSTRA NON C’E’ BISOGNO RIFORME

Come interpretare l’entusiasmo gioioso dei capi dell’A.N.M.?

Io sono riuscito a darne due interpretazioni complementari e ugualmente plausibili, che vi propongo.

I magistrati di Salerno chiedono per sette mesi degli atti a quelli di Catanzaro che non glieli danno.

Alla fine adottano un provvedimento di perquisizione e sequestro per ottenerli.

Subito, mentre ancora sono ancora in corso le perquisizioni, politici e politicanti si mettono a strillare, dicendo che bisogna fermarli.

Il Procuratore Generale Iannelli provvede a fermarli da sé con un “controsequestro” degno di una sceneggiata napoletana, condito di dichiarazione televisiva, nella quale parla di fatti “eversivi” ai quali lui e i suoi hanno “reagito” (come fossero i terzini diuna squadra di calcio).

La politica minaccia il C.S.M. e chiede il sangue, dicendo che, diversamente, “ci penseranno loro e faranno le riforme”.

Il C.S.M. obbedisce.

L’A.N.M. entusiasta dichiara (le parole tra virgolette non corrispondono testualmente a ciò che ha detto l’A.N.M., ma alla interpretazione che ve ne propongo qui io): “Lo vedete: non c’è bisogno che fate le riforme per fermare i Salernitani. Basta che ci chiedete le cose e noi obbediamo immediatamente”.

Il bello è se quelli, come ampiamente “promesso”, le riforme le faranno lo stesso.

In quel caso l’A.N.M. (emulando Violante quando disse “Berlusconi non ci è stato grato dopo che noi gli avevamo lasciato tutte le televisioni”) dirà: “Sono cattivi. Noi avevamo ubbidito e loro ci hanno riformati lo stesso. Non ci giochiamo più con loro” (e andranno lieti chi a un posto di Direttore generale al Ministero, chi a fare il Consigliere del C.S.M., chi a fare il Procuratore Generale a Catanzaro, chi, come va in onda in questi mesi, il ministro ombra del PD).

Ma c’è anche un’altra possibile chiosa all’entusiastica dichiarazione dell’ANM.

E’ la seguente: “DE MAGISTRIS: ANM, CSM DIMOSTRA CHE NON C’È BISOGNO RIFORME”. “La riforma l’abbiamo già fatta noi, eliminando ogni forma di indipendenza dei magistrati e facendo del C.S.M. una obbediente dependance del potere politico. D’altra parte ce lo riconosce lo stesso Alfano, che si dichiara soddisfatto della tempestività”.

Dunque, Alfano obbedisce a Berlusconi. Il C.S.M. obbedisce ad Alfano. Ora che i magistrati ubbidiranno tutti al C.S.M. (pena trasferimenti d’ufficio ad horas su mandato di terzi), avremo finalmente un sistema costituzionalmente stabile. Direi “blindato”.

E’ bello che l’A.N.M. plauda e soprattutto: meno male che c’è l’A.N.M..

In questo tempo in cui tutti sembrano mettersi al servizio del potere, pensate cosa sarebbe accaduto a noi magistrati in questa storia senza l’A.N.M., che, puntigliosa e tetragona, si è dimostrata la più servizievole di tutti.

I magistrati hanno un gran bisogno di questo: di una associazione che li asserva per bene al potere più forte e più duro e se ne vanti pure.

Altrimenti rischierebbero di andare in giro indipendenti e mettersi nei guai. Meglio colpirne un paio su mandato del potere ed educarne diecimila che rischiare che i diecimila si espongano a rischi più grandi di loro.

Insomma: grazie A.N.M., senza di te i colleghi si Salerno avrebbero potuto mettersi nei guai. Ora saranno trasferiti alla sezione civile del Tribunale di Oristano e lì non si potranno fare male.

L’A.N.M.: una mamma. Protettiva con i figli e servizievole con gli amici di famiglia.

Ma c’è un’ultima notazione da fare che davvero è un mix di tragedia e farsa insieme.

Scrive testualmente l’AGI: “Oggi abbiamo avuto la dimostrazione – aggiungono i vertici dell’Anm – che il Csm è stato in grado di rispondere immediatamente ad una situazione estremamente delicata così come già anche si era attivato il pg di Cassazione sul versante disciplinare. Ora attendiamo che altrettanta tempestivamente si attivi anche il ministro della Giustizia”.

La domanda è: ma in cosa si dovrebbe attivare tempestivamente il Ministro? Perché proprio non lo si riesce a capire.

E ancora: cosa potrebbe fare il Ministro che non possa fare il Procuratore Generale della Cassazione?

Dunque, una ANM non solo “mamma punitrice” e “amica servizievole” del potere. Ma anche “mandante” del Ministro.

Ora c’è da attendere solo che Alfano si attivi in qualcosa di allo stato oscuro e imprevedibile e, dopo essersi “attivato” dica di averlo fatto perché glielo hanno chiesto “i vertici dell’A.N.M.”.

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