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Fonte: http://www.ecplanet.com/canale/varie-5/manipolazioni-147/1/0/44800/it/ecplanet.rxdf

di: Antonio Di Pietro

Oggi vi voglio parlare di questa storia della Social Card che il governo Berlusconi ha proposto per venire incontro ai poveri.

Non ho nulla in contrario, anzi, vorrei che ai poveri si desse il più possibile, e non solo quei 40 euro al mese, ossia 1 euro e venti al giorno, che si propongono. Ben venga qualsiasi cosa, ma non sotto forma di elemosina cosi sfacciata.

Rifletteteci un attimo. L’hanno chiamata Social Card, in inglese, ossia la “tessera del pane”. Ci sono modi e modi per aiutare i poveri, ma l’ultima cosa che bisogna fare è umiliarli. La dignità del povero vale più della dignità del ricco. Il ricco se la può anche comprare, il povero la dignità non la compra, la deve avere.

Gli mandano a casa questa tessera, il povero deve prenderla e andarla ad usare nel supermercato e i prodotti che gli dicono, magari negli stessi supermercati del Presidente del Consiglio.

Non potevano mandargli 40 euro al mese direttamente a casa sua invece che mandargli la tessera ? Costa pure meno, e lasci decidere a lui cosa vuole farne, se comprare medicine o il pane piuttosto che il burro. Perché umiliare cosi il povero, che si sente già umiliato ? Quando sta nel bancone del supermercato deve sentire i bisbiglii degli altri che stanno dietro e che sparlano tra di loro ?

Questa è l’umiliazione della dignità umana, che trasforma il cittadino in suddito, e chi ha il potere non è colui che da un servizio, ma come il padrone che da il tozzo di pane o il pezzo d’osso al suo cane. Questo è quello che mi umilia, è questo che credo sia ingiusto. È questo il modello culturale del governo attuale che non posso accettare e che intendo contrastare.

Leggi i commenti.

Data articolo: novembre 2008

Fonte: www.antoniodipietro.com

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