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Fonte: http://www.ladestra.info/?p=26769

Tratto da IlMessaggere: ROMA (17 dicembre) – «Tangentopoli non è mai finita quindi non mi meraviglia che determinati fatti accadano». Lo ha detto il procuratore capo della Repubblica di Pescara, Nicola Trifuoggi, a proposito dell’arresto dell’ex sindaco Luciano D’Alfonso per presunte tangenti negli appalti pubblici. «Mentre prima al centro delle attenzioni economiche c’erano i partiti oggi c’è più individualismo». Trifuoggi ha anche confermato che nelle perquisizioni fatte durante le indagini è stata sequestrata una lettera di ringraziamenti dell’imprenditore Carlo Toto, patron di AirOne – indagato nell’inchiesta con il figlio Alfonso – al presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, per il fatto che il Governo si stava interessando della vicenda dell’Alitalia. Con i giornalisti, Trifuoggi ha inoltre sottolineato che «non c’è stato nessun patto segreto tra la Procura di Pescara ed i difensori di D’Alfonso». «La Procura non stringe patti con nessuno – ha detto – c’era stato solo preannunciato che il sindaco avrebbe dato le dimissioni anche da segretario regionale del Pd e che l’ufficializzazione delle dimissioni sarebbe avvenuta dopo la conclusione delle operazioni elettorale». Toto nega addebiti. Per quanto riguarda l’inchiesta sulle tangenti di Pescara, l’avvocato Augusto La Morgia rende noto che i suoi assistiti Carlo ed Alfonso Toto hanno sempre operato in totale trasparenza e nel pieno rispetto delle leggi, e confidano che le indagini in corso da parte delle Autorità Giudiziarie chiariranno l’assoluta correttezza del loro operato. Tangenti Total. «Domani potremmo già esprimere il parere e venerdì potremmo sottoporlo al voto dell’Aula della Camera». È quanto afferma il deputato del Pd Pierluigi Mantini al termine della seduta della Giunta delle Autorizzazioni convocata per esaminare la richiesta per gli arresti domiciliari avanzata dai magistrati dei Potenza nei confronti del parlamentaredei Democratici Salvatore Margiotta per le tangenti Total. Secondo Mantini la richiesta del pm Henry John Woodcock ha una base «inconsistente».

«Noi – aggiunge – dagli atti di questo magistrato non riusciamo a capire neanche da chi fosse composta la commissione della gara d’appalto. I magistrati, insomma non ci dicono nemmeno chi sarebbero stati i corrotti. Come è possibile per uno che ha studiato un filo di diritto proporre una custodia cautelare su una base così inconsistente?».

Margiotta: mai avuto soldi. L’onorevole Margiotta, dal canto suo, ha negato ogni addebito: «Non è vero che l’impresa Ferrara mi abbia promosso soldi nel caso di vittoria della gara di appalto. Non è vero: non ho mai permesso a nessuno di parlare con me in questi termini. Inoltre, io non sono intervenuto in alcun modo nella vicenda».

Nell’inchiesta che mercoledì ha portato all’arresto

di dirigenti della Total e di alcuni imprenditori per un presunto giro di tangenti legate all’aggiudicazione di appalti per le estrazioni petrolifere in regione è indagato anche il presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo (Pd). La posizione del presidente De Filippo è stata tuttavia definita «marginale» in ambienti investigativi.

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