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Fonte: http://fabiopiselli.blogspot.com/2008/12/295-il-natale-dei-dimenticati.html

l’atteggiamento solidale che contagia le persone durante il periodo natalizio è una sostanziale ipocrisia, somiglia molto di più ad un lavaggio annuale della coscienza che ad una reale coscienza della solidarietà, la quale appartiene ai sentimenti più che alle tradizioni.
Cò non toglie che le varie forme di aiuto verso chi a vario titolo abbisogna sono comunque benvenute, ed anche le mosche ringraziano.La fame che ho visto in Africa è stata una esperienza commestibile, tanto che l’ho ben digerita ed infatti non riesco a far avanzare nulla di ciò che cucino, egoisticamente mi mangio tutto per solidarietà verso chi non ha cibo, buffo vero?.E’ strano pensare che ancora oggi ci sono centinaia di migliaia di persone senza cibo, senza acqua, che muoiono per malattie della cui esistenza ci siamo ormai dimenticati.La solidarietà non è un obbligo, nemmeno una scelta, è un sentimento, è una emozione che nasce da dentro, nemmeno dalla psiche che spesso ci costringe a proiettare negli altri l’aiuto che non sappiamo donarci; è una silente spinta verso gli altri da noi, che soffrono e che spesso sono rassegnati al loro dolore perchè non conoscono altro che quello.La solidarietà è soprattutto una reciproca esperienza, un confronto, offerto da noi verso i più deboli per permettergli di esprimere gli strumenti residui delle loro potenzialità oppure per offrirgli il minimo necessario per sopravvivere; offerto anche dai più deboli verso di noi che ci permettono di ricordare che siamo diventati ciechi di fronte alla realtà che ci circonda, prigionieri del nostro salubre e “acquolinoso” mondo di sapori, infelici sorridenti e depressi dalla troppa felicità.Ho appena finito di decorare l’ampio piatto della frutta esotica, addobandola con tutta la fantasia possibile, costruendo fiori di colorate fette di frutta, che mi ricordano del caldo africano e non solo, ove molte persone oggi stanno probabilmente morendo di fame, di sete, di malattie e della nostra solidarietà natalizia che li sfamerà con qualche intruglio iperproteico e ipervitaminico tale da regalargli qualche altra settimana di vita in qualche sperduto ospedale, in qualche campo profughi o nelle meravigliose e cattive terre africane.Mordo e non provo rimorso, addento e non mi sfamo ma mi limito a cibarmi perchè se ci penso bene, non ho fame, sono fortunatamente sazio da sempre.Buon Natale a tutti noi, religiosi, atei e atei religiosi, scartiamo gli ipocriti regali e scaldiamoci delle carezze vere di chi ci vuol bene, donando le nostre anche a chi non ne apprezza il tocco…Fabio Piselli

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