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Fonte: http://italiadallestero.info/archives/2318

[Die Presse]Il ministro dell’economia italiano esclude una bancarotta per lo Stato – “Non finiremo come l’Argentina”. Ma un suo collega, poco prima, alludeva tuttavia all’esatto contrario.

Il Ministro dell´economia italiano Giulio Tremonti ha negato categoricamente, che l´Italia per la terribile concomitanza della recessione e dell´enorme debito pubblico, finisca in bancarotta. “Non faremo la fine dell´Argentina”, assicura Tremonti, appellandosi agli italiani perché acquistino titoli di Stato, che attualmente sono ” i titoli piú sicuri e stabili in assoluto”.

secondo quanto riportato dalla stampa venerdi. Il problema piú grande dell´Italia é il deficit pubblico, per cui in questo momento non si puó piú spendere ma, al contrario, particolari settori della spesa pubblica, ad esempio la sanitá, devono ripartire con un altro obiettivo, afferma Tremonti

Il Ministo del Lavoro: La Bancarotta é possibile

La dichiarazione di Tremonti si puó intendere come una diretta obbiezione all´intervento del Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. Sacconi aveva provocato allarme con l´avvertimento che il pericolo di bancarotta per l´italia non era poi un’ eventualità cosi irrealista. “C´è qualcosa di peggiore della recessione, ed é la bancarotta dello Stato, una ipotesi non probabile ma comunque possibile”, ha detto Sacconi.

Poi il Ministro del Lavoro ha rincarato la dose. L´Italia potrebbe finire come l´Argentina nell´ultima grande crisi economica tra il 1998 e il 2002, se i titoli di stato italiani vista la larga offerta in altri paesi non si dovessero più vendere. ” Si arriverebbe ad un problema di liquiditá per il pagamento dei salari e delle pensioni e finiremmo come l´Argentina” ha avvertito Sacconi.

Le sue parole hanno creato preoccupazione per la loro scandalosa chiarezza. Ora il Ministro dell´economia cerca di tranquillizzare. Ma anche Giulio Tremonti non ha potuto fare a meno di menzionare alcune scomode veritá: l´Italia é la nazione con il terzo debito pubblico piú alto del mondo che va oltre il 106 per cento del prodotto interno lordo.

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