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Fonte: http://www.carta.org/campagne/diritti+civili/15979

Il decreto anticrisi del governo è ormai già passato sulla Gazzetta ufficiale. E sono più d’uno gli aspetti controversi del testo. L’articolo 20, per esempio, stabilisce per le opere pubbliche ritenute «prioritarie per lo sviluppo economico del territorio nonché per le implicazioni occupazionali ed i connessi riflessi sociali, nel rispetto degli impegni assunti a livello internazionale» un iter accelerato conseguito attraverso l’emanazione di decreti. A questo fine il governo ha previsto la nomina di commissari che dovranno vigilare su tutte le «fasi di realizzazione dell’investimento e il quadro finanziario dello stesso». Questi commissari, nominati dal governo, dovranno monitorare gli atti e i provvedimenti necessari alla realizzazione delle opere e vigilare sull’espletamento delle procedure. Inoltre il commissario «ha, sin dal momento della nomina, con riferimento ad ogni fase dell’investimento e ad ogni atto necessario per la sua esecuzione, i poteri, anche sostitutivi, previsti dall’articolo 13 del decreto-legge 25 marzo 1997», si legge all’articolo 4. Vale a dire che i commissari possono agire in vece delle amministrazioni interessate. Il decreto accorcia i tempi per ricorrere al Tar contro le decisioni del commissario. Inoltre le misure cautelari e l’annullamento delle decisioni del commissario non comportano la sospensione la rescissione dei contratti stipulati.

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