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Fonte: http://rampini.blogautore.repubblica.it/2008/12/13/i-musulmani-che-amano-lindia/

Mentre si preparano ad “archiviare” questo 2008, molti italiani conserveranno nella memoria una sola immagine dell’India: l’attacco terroristico a Mumbai. Ma il 2008 in India non finisce così. Passato l’orrore, l’opinione pubblica occidentale si è presto distratta. E ha ignorato il seguito di quella vicenda. Una settimana dopo la fine del raid terroristico, le vie di Mumbai si sono riempite di una folla pacifica. Una manifestazione degli abitanti musulmani della città. Si sono visti in quel corteo dei celebri attori di Bollywood, di religione islamica, che sono usciti dalle fortezze dorate delle loro ville miliardarie. C’erano giovani studenti col Corano in mano. C’era tanta povera gente emersa dai vicoli della città vecchia. Tutti uniti dalla stessa fede musulmana. Anzi, uniti da due sentimenti: il credo religioso e il patriottismo indiano. Quella folla di credenti infatti è scesa in piazza per difendere l’India contro l’aggressione del fondamentalismo. Hanno avuto il coraggio che manca a tante altre comunità islamiche del mondo dopo analoghe stragi: condannare apertamente quei loro fratelli di fede che predicano l’odio e praticano i massacri. Un gesto altrettanto clamoroso è venuto dalle autorità religiose. I leader spirituali delle moschee hanno rifiutato alle salme dei nove terroristi uccisi la sepoltura nei cimiteri musulmani di Mumbai. Hanno deciso che uccidendo degli esseri umani quei terroristi si erano esclusi da ogni possibile relazione con l’Islam vero.

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