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Fonte: http://feeds.blogo.it/~r/ecoblog/it/~3/SA_TsQilcx8/greenpeace-contro-il-carbone

Si sa, il carbone è stato il motore della prima rivoluzione industriale. Oggi però il quadro è cambiato, ed il carbone rappresenta il combustibile più “sporco” e provoca dei costi impossibili da sostenere a lungo per l’ambiente.

Greenpeace, con il contributo dell’istituto indipendente olandese CE Delft, ha provato a fare due conti nel suo rapporto The True Cost of Coal – la sua sintesi in italiano può essere letta qui.

Il rapporto è stato presentato a Varsavia. Non è un caso, perché come dice il titolo di un nostro post: E’ la Polonia lo stato più dipendente dal carbone. E poi ospiterà la Conferenza delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici.

I veri costi del carbone, secondo i dati del rapporto, sarebbero pari a circa 360 miliardi di euro nel solo 2007. E questa cifra tiene considerazione solo degli impatti sull’ambiente e sulla salute. Non sono nemmeno stati considerati aaltri effetti nefasti come la distruzione di ecosistemi o la contaminazione delle acque e dei terreni.

Il rapporto contiene anche 12 “reportage” sull’impatto del carbone. Riguardano 12 paesi: Colombia, India, Russia, Indonesia, Cina, Tailandia, Sud Africa, Polonia, Stati Uniti, Germania, Australia e Filippine. Un caso è quello di Jharia, in India. Qui migliaia di persone vivono in condizioni infernali attorno a una miniera di carbone a cielo aperto.

Più di un terzo delle emissioni mondiali di CO2 vengono dal carbone, e questo ne fa, già oggi, il combustibile più inquinante. E se si mantenessero la crescita percentuale a cui abbiamo assistito in questi anni, il peso del carbone potrebbe aumentare ancora del 60% entro il 2030.

Per Greenpeace ci vuole una rivoluzione energetica pulita, come l’ha delineata nel suo rapporto Energy [R]evolution. Richiederebbe una spesa di 14.700 miliardi di dollari entro il 2030, ma permetterebbe di risparmiare una fattura per combustibili fossili di 18.000 miliardi e creerebbe milioni di nuovi posti di lavoro.

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