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Fonte: http://www.carta.org/campagne/ambiente/16133

Apre, chiude o x. Quella che si sta giocando a Chiaiano è una partita dal risultato ancora incerto. Domani arriva Berlusconi, per la tredicesima volta a Napoli, ma non vince ancora sull’attivazione del contestatissimo sversatoio di immondizie, al confine con Marano e a pochi passi da Mugnano. Oggi, infatti, si segna un punto a favore del presidio antidiscarica: la cava è allagata a causa della pioggia battente di questi giorni e, come previsto da tempo dai rilievi dei tecnici comunali, al suo interno è stata registrata anche una grossa frana.

Così la manifestazione «Blocchiamoli», promossa dai comitati civici del presidio permanente, si sta svolgendo comunque con un altro obiettivo: ribadire lo stato di degrado della cava. I manifestanti ribadiscono il concetto e continuano a diffondere le immagini che raccontano l’inadeguatezza della discarica. «Le nostre foto documentano lo smottamento ed evidenziano che le cosiddette reti di protezione non hanno potuto impedire che il terreno franasse in gran quantità», denunciano. Ancora una volta, nel mirino anche l’insicurezza dei lavoratori. «Se ci fosse stato qualcuno a lavorare in quell’area avrebbe sicuramente rischiato la vita – dicono – Prima o poi le reti precipiteranno perché verrà meno il terreno di appoggio, esattamente come avevano denunciato i tecnici di parte».

Insomma, è ancora tutto in gioco. Anzi, aumenta la posta in gioco: domani il premier si troverà a fare i conti con le proteste dei manifestanti antidiscarica e, pure, con quelle delle famiglie del Comune di Giugliano alle quali sono state notificate le ordinanze di abbattimento delle case realizzate senza licenza. «Colpiscano gli speculatori, non solo chi non ha santi in paradiso». Due emergenze a nord di Napoli, quelle dello scempio ambientale e degli abusi edilizi, frutto di anni di cattiva gestione e mancato controllo del territorio cresciute inseguendo il sogno del condono. Intanto, come in occasione del «Jatevenne day» del 27 settembre scorso, infiamma il dibattito il divieto di entrare nella cava.

Sabato scorso ci hanno provato l’onorevole Franco Barbato, l’eurodeputato Monica Frassoni e il sindaco di Marano Salvatore Perrotta, assieme ad una delegazione di assessori e consiglieri comunali. In pratica, chiedevano di verificare lo stato dei lavori all’interno del cantiere dopo la frana. Con loro anche il direttore regionale di Legambiente Raffaele Del Giudice, che chiedeva della bonifica dell’amianto, oggetto di un esposto in Procura sottoscritto dai comitati civici. Tutte richieste rispedite al mittente tra le polemiche. «Qua è in pericolo la democrazia – ha detto il sindaco Perrotta – Noi abbiamo diritto di sapere che cosa succede all’interno della cava». Feroce il parlamentare di Italia dei valori. «A Chiaiano si sta commettendo un omicidio di Stato, un autentico disastro ambientale. Bertolaso è in conflitto di interessi perché da sottosegretario porta avanti attività che, per le infinite deleghe che possiede, confliggono violentemente con la sua funzione di capo della Protezione civile, che dovrebbe indurlo a tutelare la salute dei cittadini. Per questo voterò contro il decreto per l’emergenza rifiuti», ha detto Barbato, presente anche in queste ore accanto ai cittadini che manifestano a Chiaiano. I comitati non si arrendono e oggi hanno lanciato un nuovo appello: «La nostra battaglia va avanti da otto mesi ed è diventata tra le lotte simbolo dell’opposizione sociale nel paese, contro l’intero piano rifiuti. Ci stiamo opponendo ad un governo che vuole piegare le comunità all’applicazione del piano degli interessi delle lobby economiche di questo paese, e far passare come diktat inappellabile ogni decisione, condendola con leggi speciali e manganelli».

Si va avanti, insomma. Tappa dopo tappa. Manifestazioni, blocchi, barricate, resistenza alle cariche della polizia, azioni creative, occupazioni, ma anche tavoli tecnici, denunce alla magistratura, ricorsi al Tar. Ora non resta che giocare l’ultima carta: impedire con i loro corpi l’accesso dei camion alla cava appena questa sarà stabilita.

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