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Fonte: http://www.danielemartinelli.it/2008/12/21/eluana-vittima-di-un-covo-di-deviati/

Il caso di Eluana Englaro diventato merce strumentale di politici deviati mi fa davvero ribrezzo. Mi fanno ribrezzo Roberto Formigoni e i direttori delle cliniche lombarde che cedono ai suoi ricatti.

Come saprete, qualche giorno fa, una sentenza emessa dalla Cassazione autorizza la famiglia della ragazza in stato vegetativo da 17 anni a staccare il macchinario che alimenta e idrata il suo corpo.

In teoria, qualunque clinica od ospedale pubblico dovrebbe disporre di un medico in grado di eseguire la sentenza. In realtà nessuno osa procedere perché la casta dell’Opus dei che regna in Lombardia si è messa di traverso. In che modo? Senza divieti espliciti. Non ce n’è bisogno visto che anche la casta ciellina si è ingegnerizzata come i corrotti delle tangenti. Per spargere il ricatto basta una dichiarazione apparentemente innocua come quella di Roberto Formigoni, che subito dopo la sentenza si è affrettato a dire che “nessuna struttura lombarda è attrezzata per staccare i macchinari che tengono in vita Eluana”. Ergo: guai al primo medico o direttore che azzarda tanto! Avrebbe vita dura col mio assessorato alla salute che gli chiuderebbe tutti i rubinetti. L’avvertimento, o se preferite la Sharia mediatica, è stata prontamente assecondata da tutti i direttori di cliniche e ospedali lombardi.

Tutti caca sotto di Roberto Formigoni. Che al di la’ delle sue scelte personali, tra cui quella di masturbarsi a vita come fede ciellina impone, rimangono scelte deviate. Mi spiego. Se tutto il mondo fosse ciellino l’umanità si estinguerebbe nell’arco di una generazione. Purtroppo la vita e le dinamiche della ricca Lombardia governata da un onanista, risentono delle deviazioni della sua dottrina fondamentalista. Col risultato che in Lombardia, nessuna struttura medica ha invitato Beppino Englaro ad eseguire la volontà di sua figlia e quella di una sentenza di terzo grado.

Pensiamo alla Puglia del governatore Nicky Vendola. Se si comportasse alla stregua di Roberto Formigoni dovrebbe dire che nessun comune e nessuna chiesa della sua regione sono attrezzati per sposare uomini e donne, perché in Puglia dovrebbero esistere soltanto registri per unioni civili di fatto per coppie gay.

In Lombardia difficoltà ad abortire e indisponibiltà di una struttura che stacchi quei macchinari a Eluana, sono l’effetto dei capricci di un integralista deviato come Roberto Formigoni, che disconoscendo le dinamiche di una famiglia ha avuto al suo fianco un assessore alla famiglia collega di partito (Giancarlo Abelli) con un passato di consulente del peggior ladro che la storia della sanità lombarda ricordi (Poggi Longostrevi).

Un caso come quello di Eluana farebbe volentieri a meno della morale pubblica perché in natura, una situazione così, non regge.

Dietro le ciniche e artificiose deviazioni cielline c’è la tragedia di un padre disperato che da 10 anni cerca di obbedire a quello che sua figlia gli confidò, dopo aver visto un amico vittima di un incidente, tenuto in vita dai macchinari: “Papà, semmai dovesse succedermi una disgrazia simile, ti prego, lasciami morire”.

Non vado oltre perché mi prende un nodo in gola il solo pensiero. Mi schifa che un caso così se lo siano dovuto smazzare i tribunali sopperendo al vuoto legislativo sul testamento biologico. Vuoto della politica deviata dalla Sharia vaticana, entità criminale carnefice dei destini di tutti gli italioti, laici e atei compresi, non liberi di morire qualora diventassero per disgrazia degenti non più in grado di decidere.

Dalla Lecco degli Englaro e dei Formigoni alla Udine di una clinica della pietà disposta ad applicare le sacrosante volontà della famiglia Englaro, si è messo di traverso anche il ministro Sacconi, altro fan di Comunione e Liberazione del partito di Berlusconi. Lo stesso che si fa beffe di giustizia, magistrati e sentenze. Un covo di criminali che gioca con la vita e la disperazione degli altri mentre si masturba allo specchio.

Mi vergogno per voi con una speranza. Finita la vostra generazione sterile e improduttiva, forse, potremo vivere e morire in santa pace.

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