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Fonte: http://www.carta.org/campagne/dal+mondo/16088

Era nell’aria. A Washington si vociferava che la base siciliana di Sigonella fosse destinata ad ospitare i Global hawk, l’ultima generazione di velivoli senza pilota destinati alla sorveglianza aerea e alla conduzione delle operazioni di guerra delle forze armate Usa. Ciononostante, prima il governo Prodi, poi quello Berlusconi, hanno scelto di nascondere il progetto. Adesso c’è però una conferma ufficiale che proviene direttamente dal nostro «alleato» d’oltreoceano: i Global hawk giungeranno in Sicilia.

Il 2 giugno 2008 giungeva un messaggio al Capo di stato maggiore della difesa, generale Vincenzo Camporini. A scrivere era il Comandante supremo delle forze armate degli Stati Uniti in Europa, generale Bants J. Craddock. Il massimo rappresentante militare statunitense nel vecchio continente coglieva l’occasione della festa della Repubblica per ringraziare i colleghi italiani. «La leadership dell’Italia all’interno della Nato e il deciso sostegno alle operazioni in Afghanistan e nei Balcani sono prova del vostro impegno per la pace e la stabilità nel mondo – scriveva Craddock – vi sono particolarmente grato per l’amicizia con cui operiamo congiuntamente ed in particolare vi voglio ringraziare per avere approvato la nostra richiesta per i velivoli Global hawk a Sigonella». Il testo rivelatore deve aver tanto imbarazzato lo Stato Maggiore che del messaggio non si fa nota in nessuno dei comunicati emessi a margine della parata ai Fori Imperiali.

Quando sia stata approvata la concessione dell’uso del territorio nazionale per i famigerati aerei senza pilota protagonisti di centinaia di operazioni di bombardamento contro obiettivi civili e militari in Afghanistan e Iraq non è dato sapere. Di certo, accanto alle omissioni di due governi «antagonisti», vanno segnalate le bugie della casta militare del nostro paese. Il 31 marzo 2008, due mesi prima del ringraziamento del generale Craddock, a Sigonella si era recato per un’ispezione Salvatore Cannavò, parlamentare di Sinistra critica. Ad accoglierlo il comandante della base, colonnello Antonio Di Fiore. Interrogato sui Global hawk a Sigonella, il colonnello Di Fiore negava: «La gestione di quel tipo di aerei senza pilota non è compatibile col traffico civile del vicino aeroporto civile di Catania-Fontanarossa. Smentisco inoltre che nella base possa essere installato il nuovo sistema satellitare Muos. Le antenne del radar Muos non sono pensabili qui». Fiore ometteva che era già stato deciso il trasferimento dell’impianto nella vicina stazione di telecomunicazione Usa di Niscemi [Caltanissetta], in mezzo a una riserva naturale.

Stando a quanto annunciato dal Comando dell’Us Air Force in Germania, a Sigonella opererà uno squadrone con cinque velivoli. Nella base siciliana sarà pure realizzato il complesso per le operazioni di manutenzione degli aerei senza pilota che Us Air Force e Us Navy schiereranno per missioni di spionaggio e «anti-terrorismo» in Europa, Medio Oriente e Africa.

I Global hawk hanno assunto un ruolo determinante nelle strategie degli Stati uniti. Realizzati negli stabilimenti della Northrop Grumman di San Diego, California, e della Raytheon Systems di Falls Church, Virginia, hanno grande autonomia di volo ed un estesissimo raggio di azione. I Global hawk sono strumenti teleguidati con caratteristiche simili ai missili da crociera Cruise, poiché volano secondo mappe predeterminate che possono mutare in qualsiasi momento su ordine dei centri operativi terrestri.

Il nuovo velivolo senza pilota sarà il nucleo vitale del sistema Ags che la Nato prevede di rendere operativo sin dal prossimo anno. Il sistema diverrà lo strumento d’intelligence prioritario per gli interventi della Forza di risposta nato [Nrf] attivata recentemente. Il ministro della difesa Ignazio La Russa vuole a tutti i costi che il Centro di comando Ags venga ospitato in Italia. Dove? Ma a Sigonella naturalmente.

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