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Fonte: http://www.climatrix.org/2008/12/droga-e-abbuffate-sono-parenti.html

Al National Istitute on Drug Abuse (ente americano di ricerca sulle tossicodipendenze) un gruppo di scienziati ha pubblicato, sulla rivista Philosofical Transactions, il resoconto delle sue ricerca circa le forti somiglianze tra dipendenza da cibo e da droga.

I ricercatori dichiarano che il cibo attiva dei circuiti cerebrali del “piacere/ricompensa” sia tramite il rilascio di oppioidi e cannabinoidi endogeni, sia tramite il rilascio di dopamina (conseguentemente all’aumento di insulina e leptina). Gli scienziati ricordano che i dipendenti da cocaina subiscono gli stessi processi sopra citati. Sia i tossicodipendenti, sia gli obesi hanno una ridotta densità di recettori per la dopamina nei loro circuiti neuronali del “piacere/ricompensa”; da qui la loro difficoltà a provare piacere in condizioni “normali”.
Tuttavia bisogna ricordare che le dipendenze si fondano sul condizionamento, ossia la ripetizione di uno stimolo associato ad un contesto esterno all’individuo.
È per questo che non hanno alcun effeto le terapie unicamente basate su cure farmacologiche o educative (indicazioni su diete e consigli alimentari).

Attualmente l’orientamento delle più recenti terapie vede l’integrazione di tecniche psicoterapiche, antistress e meditative, al fine di ottenere un carico emozionale maggiormente gestibile.

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