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Fonte: http://temi.repubblica.it/micromega-online/ancora-quattro-omicidi-sul-lavoro-e-nessuno-ne-parla/

Oggi sono morti sul lavoro quattro operai, che ancora molte agenzie, quotidiani, tg si ostinano a chiamare “morti bianche”, che per me è un insulto alle vittime del lavoro e ai loro familiari.
Si dovrebbero chiamare omicidi sul lavoro come le chiamavano negli anni sessanta, o perlomeno solo morti sul lavoro, ma non morti bianche, perchè queste morti non hanno proprio nulla di banco (ancora nessun quotidiano nazionale ha aderito “ufficialmente” all’appello di Articolo 21 di abolire il termine “morti bianche”)
Basterebbe che i direttori dei giornali inviassero un adesione a Stefano Corradino di Articolo 21: corradino@articolo21@info, dicendo che il loro quotidiano, abolirà il termine “morti bianche”, e ne userà uno differente.
Non ci vuole tanto, basterebbe volerlo.
C’è chi come l’Unità ne ha parlato, mentre per quanto riguarda gli altri quotidiani nulla.
Adesso qualche quotidiano mi invierà un link dicendomi che loro ne hanno parlato, ma quasi sicuramente nelle notizie di agenzia che scorrono nei loro siti.
Ma quando io intendo parlarne, intendo con un articolo sulla loro homepage, non con una notizia breve di agenzia, che se non stai attento neanche vedi.
Nessuno si dimenticherà, però, il 6 dicembre 2008, di parlare dell’anniversario della strage sul lavoro alla Thyssenkrupp ( già vedo gli articoli), dove persero la vita 7 operai.
C’è già in programma per il 6 dicembre alle ore 21.30, una speciale di Ballaro (Rai tre) su questa tragedia.
Ma quante Thyssen ci sono ogni giorno in Italia?
Tante, però accadono in aziende diverse, ma purtroppo la maggior parte dei mezzi d’informazione ne parlano solo quando ci sono 5 o 6 morti nella solita azienda, altrimenti, come in questo caso, non ne parlano.
E’ la realtà purtroppo.
Altrimenti non mi troverei qui a scriverVi in questo momento?
Pensate che io mi diverta a farlo?
So che molte persone non si indignano più in Italia se ci sono morti sul lavoro, per molti è una cosa normale, è un tributo che dobbiamo pagare al profitto.
Ma io non la penso così, ho ancora il coraggio di indignarmi, di reagire, ma come me non c’è ne sono tanti.
Lo so che molti giornalisti mi considerano un rompiscatole, ma non posso far finta di nulla, e mi da una noia incredibile, che di questi argomenti di parli pochissimi, mentre si dia tanto spazio al gossip e ai reality, di cui sinceramente, posso fare anche a meno.
Sono sicuro che molti giornalisti non le aprono neanche più le mie email.
Qualcuno mi avrà messo direttamente nello spam.
Come se si può definire spam quello che scrivo.
Infatti non lo è.
Ma io continuo a scrivere, perchè penso che prima o poi qualcosa cambierà anche in Italia a livello sicurezza sul lavoro.
Se in America è stato eletto per la prima volta un presidente nero (Barack Obama), cosa impensabile fino a qualche anno fa, io penso che anche da noi le cose possano cambiare nei luoghi di lavoro.
Solo una cosa mi continuo a chiedere:
Quanti ne dovranno morire ancora, perchè le cose inizino davvero a cambiare?
Qual’è il tributo che i lavoratori devono pagare ancora al profitto delle aziende?
Saluti.
Marco Bazzoni, operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza

Roma, 3 dic. (Apcom) – Nuovo episodio di ‘morte bianca’ sul lavoro, questa volta in Campania: ieri in zona Pollena Trocchia, in provincia di Napoli, Francesco Nocerino, operaio 23enne di Somma Vesuviana, è morto schiacciato mentre stava lavorando al trasporto di materiali inerti all’interno di una ditta di movimento terra.
Dai primi accertamenti i carabinieri hanno appurato che il ragazzo è deceduto per essere rimasto accidentalmente impigliato nel nastro trasportatore privo di sistemi di protezione e di sicurezza.
Coadiuvati da personale dell’ispettorato del lavoro, i militari hanno denunciato i titolari della ditta (un 37enne ed un 70enne del luogo) ritenuti responsabili di omicidio colposo.
La salma del giovane è stata portata all’istituto di medicina legale del policlinico di Napoli per l’ispezione cadaverica come disposto dall’autorità giudiziaria.

INFORTUNI: OPERAIO MUORE IN CAVA NEL CUNEESE
Cuneo, 3 dic. – (Adnkronos) – Un operaio ventenne ha perso la vita in una cava di Bagnolo, in provincia di Cuneo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Bagnolo. Da una prima ricostruzione sembra che la vittima sia morta in seguito ad un’esplosione. Un altro operaio e’ rimasto ferito ed e’ stato trasportato in ospedale. Sono in corso le indagini per accertare le cause dell’incidente.

INCIDENTI LAVORO: OPERAIO MUORE NELL’AGRIGENTINO
(ASCA-AGRIGENTONOTIZIE) – Agrigento, 3 dic – Ennesima morte bianca in Sicilia. Un operaio di 35 anni Accursio La Bella e’ morto questa mattina in un cantiere nel quartiere Stazzone di Sciacca, nell’agrigentino. Il giovane operaio stava effettuando i lavori, da circa 10 giorni, per la sistemazione della rete fognaria della citta’. Al momento della tragedia si trovava all’interno di una buca della profondita’ di 3 metri, quando gli e’ franato addosso un ingente quantitativo di terra. I suoi colleghi si sono immediatamente prodigati e dopo alcuni minuti sono riusciti a tirarlo fuori dalla buca, ma per il giovane operaio non c’e’ stato nulla da fare. Era gia’ senza vita.

MORTI SUL LAVORO: OPERAIA DECEDUTA IN FABBRICA A FERMO
Un’operaia di 36 anni e’ morta questa mattina in una fabbrica situata nel fermano, in localita’ San Marco alle Paludi, nelle Marche. La donna che si chiamava Sandra Brito Dos Reis era di origini brasiliane e sembra che abbia accusato un malore mentre era al lavoro. Subito soccorsa dai suoi colleghi, e’ deceduta poco prima dell’arrivo dei sanitari del 118. Le indagini sul decesso sono condotte dai carabinieri di Fermo. L’autopsia sul corpo dell’operaia sara’ effettuata domani dal medico legale.

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