La crisi

Stampa / Print
Fonte: http://www.carta.org/campagne/diritti+civili/16016

Se il presidente del consiglio se la prende con due dei maggiori quotidiani di questo paese, significa proprio che come era facile prevedere la maggioranza di governo annaspa nelle prime avvisaglie della crisi economica. La verità è che bisognerebbe farvi fronte tramite l’aumento della tassazione per transazioni finanziarie e i redditi alti. Cioè facendo cose che questa coalizione, per statuto [anzi, per contratto, trattandosi ormai di faccenda diritto privato e non di responsabilità pubbliche] non può fare. In questi giorni i berluscones ci regalano l’ennesima figuraccia imponendo per decreto l’aumento dell’Iva per l’unico concorrente del monopolio televisivo RaiSet e seminando qualche spiccio nelle tasche dei più poveri tra i poveri. Intanto, la Lega ha chiesto una «moratoria per la costruzione di nuove moschee» per bocca del sua capogruppo alla Camera Roberto Cota. Insomma, il partito che nella vulgata giornalistica viene considerato «giovane», di «ottimi amministratori», «radicato nel territorio» continua a sparare dichiarazioni che nel resto del mondo sono solite provenire dai gruppuscoli xenofobi, roba che enanche nell’america profonda e islamofoba dell’11 settembre si è sentita. Gli alleati alzano le spalle come di fronte a un fenomeno folcloristico, quando non trovano il modo di approvare. E’ il segno che la crisi provoca reazioni isteriche nei micro-nazionalisti padani e coazioni a ripetere negli imbonitori berlusconiani. Le boutade leghiste e le affannate mosse propagandistiche serviranno a poco, da ora in poi. E il compito di chi sta in basso, di cerca di costruire nuove forme di solidarietà contro ogni guerra tra poveri, è quello di ricordare a questi signori che la crisi è sopratutto loro, del modello economico che hanno imposto e dell’ideologia che hanno adottato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *