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Fonte: http://www.danielemartinelli.it/2008/11/13/di-ricardo-levi-un-vile-ricordo/

Il “democratico” Ricardo Levi, come un pedofilo recidivo, ci riprova: dopo il fallito tentativo di violenza alla libertà del web perpetrata quand’era portavoce di Romano Prodi, è rimasto impunito e appostato nel sottobosco della politica per un altro anno, prima di sfilare di nuovo l’arnese a tradimento! Stavolta è riuscito a infilarlo in quel posto alla libertà. Protetto da 2 guanti perversi marca Pd-Pdl.

Lo stupro è stato udito da un cittadino informato che in quel sottobosco vigilava. Lo ha subito raccontato alla piazza libera del web trasformandolo in atto osceno in luogo pubblico. Reato punibile in un paese normale, non in Italia. Come un pedofilo recidivo impunito, Ricardo Levi è stato lasciato fare. La sua violenza alla libertà, camuffata da decretino legge degno del peggior regime comunista, intende ferire i blogger. Secondo le direttive che la Camera approverà a breve, i blog non saranno più spazi liberi. Dovranno essere iscritti al Registro operatori della comunicazione per essere assoggettati alle regole fasciste della stampa. Chi non si adeguerà alla norma farà stampa clandestina. Si rischierà una condanna per reato di libertà.

In questo modo, per i rappresentanti della casta sarà più facile scatenare una grandinata di denunce e querele dagli uffici legali, pagati coi fondi pubblici all’editoria nel caso di giornalisti, pagati coi fondi pubblici di partito o comunali nel caso si tratti di deputati o sindaci. I blogger bersaglio degli attacchi e delle intimidazioni, che non godono di finanziamenti, per difendersi dalla casta dei vecchi parassiti, saranno costretti a mettere mano ai propri portafogli per prendersi un avvocato. Accusati di amare la libertà della piazza rischieranno di dover pagare i perversi capricci pedofili di chi sta barricato dentro il sottobosco.

Italia dei valori, tramite il blog di Antonio Di Pietro, ha ricordato che l’iniziativa Arrestateci tutti serve proprio a sostenere le difese legali dei blogger che finiranno nel mirino. Posso confermare la bontà di quelle promesse perché io, con la vicenda del sindaco di Bitonto, sono stato il primo che ha avuto la fortuna di potersene servire. 2 avvocati di Roma hanno preso le mie difese, hanno risposto alle lettere intimidatorie che mi erano state recapitate in settembre dal deputato avvocato Francesco Paolo Sisto, ed ora, a distanza di quasi 3 mesi, non ho ancora avuto ulteriori risposte.

La mission è chiara: il “decretino Ricardo Levi” dovrà ammansire quei 10 – 15 blogger italiani liberi che sbugiardano le perversioni del potere corrotto con un’informazione libera, naturale, vera, limpida come le parole semplici e dirette che la rendono neutrale e inattaccabile. I perversi cronici legalizzano lo stupro della libertà praticato nel buio del sottobosco. Non tollerano i riflettori dei blogger che quella stessa libertà la corteggiano in piazza con la livella della Rete.

Ricardo Levi, come un pedofilo recidivo, l’anno scorso si scusò del tentativo di stupro dicendo “No ai bavagli, i blogger stiano tranquilli” dopo che Beppe Grillo lo sbugiardò sul suo blog. Erano bei tempi se consideriamo che all’epoca potevamo rimediare almeno con un Silvio Sircana che parlava ai transessuali.

Oggi col Pd-Pdl che stanno legalizzando le perversioni pedofile del sottobosco politico la libertà ne uscirà stuprata e pure colpevole di esistere. L’Italia si guadagnerà il tentativo di primato di censura della Rete. Tanto criminale quanto patetico, visto che la Rete non si ferma. Io nemmeno perché difendo la mia libertà di sostenere che i pedofili sono dei vili poiché abusano della fiducia dei bambini. Chi violenta i bambini violenta la vita e il proprio futuro. Ricardo Levi è un vile stupratore della libertà. Io sono un recidivo della libertà. Abbasso i vili pedofili.

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