Stampa / Print
Fonte: http://www.danielemartinelli.it/2008/10/16/i-vermi-al-banchetto-dei-cadaveri/

Gli editorialisti dei giornali non possono più negare l’evidenza. I fuochi di paglia e la volatilità delle borse confermano la fiducia morta e sepolta nei mercati. La recessione si è innescata, le grandi aziende italiane quotate in borsa sono alla mercé delle potenze emergenti: Cina e Arabia. Enel potrebbe essere acquistata alla metà del suo valore e questo preoccupa non poco il berluscone che vuole “l’italianità” fallita dei suoi imprenditori che amano l’immunità dai fallimenti e scaricare i loro debiti sui connazionali accomodati in salotto a vedersi “Striscia la notizia”.

Il monito Ue sul clima, a mio avviso, cela il bisogno di dare un segnale forte alle nazioni. Optare massicciamente, e prima possibile, sulle fonti di energia alternativa per non spostare il baricentro del controllo dei mercati all’Oriente o al Medioriente, ricchi di petrolio e di voglia di consumismo. Usa e Europa sono all’alba di una crisi dell’economia reale dagli effetti imprevedibili, che anche lo stesso berluscone non può più trattare con le sue proverbiali balle.

Ieri a Bruxelles ha detto che con 19 anni di presenza nei palazzi (che l’hanno blindato da processi e condanne n.d.r.) insegue quello là (Benito Mussolini n.d.r.). Se si fosse riferito a piazzale Loreto rimane per ora domanda da quiz di Gerry Scotti.

Ciò che è certo è che a berluscone importa piazzare l’imputato e avvocato personale Gaetano Pecorella alla Consulta, in modo da trasformarla in una succursale del governo. Che diventerà un ente inutile allo strumento della Democrazia se non pienamente garantito dall’imparzialità dei suoi componenti. Lo farà promuovere a colpi di maggioranza, senza i necessari due terzi del parlamento favorevole. Ufficialmente la contropartita sarà Leoluca Orlando alla vigilanza Rai ma quest’ultima non ha di certo il peso di una Consulta schierata per gli equilibri di una Democrazia.

Per il resto a berluscone interessa affastellare panzane che controbilancino ciò che non può più negare. La recessione aumenterà e le famiglie poverissime andranno controllate. Per farlo sarà sempre di grande attualità la disinformazione. Il controllo dei media rimarrà vitale da qui a chissà quando. I giornali sono già in riga, denunciano poco o nulla e titolano gli argomenti come piace al regime piduista. Le televisioni sono controllate più di prima. Internet, a mio avviso, per non dare fastidio si cercherà di limitarlo con tutti i mezzi. Come? Ritardando il più possibile l’ingresso nel mercato di aziende che offrono tecnologie d’impatto come Wi max e prendendosela coi giornalisti. La condanna in primo grado per diffamazione inflitta ieri a Marco Travaglio per un reato d’opinione conferma il clima di regime. Si capisce da come la notizia è stata ampiamente riportata da tutti i media di regime. Tutti, persino quelli dentro gli aeroporti e che arrivano sui telefonini. Camuffata da evento come se non si sapesse che condanne di questo tipo ne vengono emesse a decine ogni giorno.

Per i media di regime non fa notizia l’ingresso nel mercato di Wi max in città come Brescia e Bari, i cui abitanti possono già fre i primi contratti con prezzi a portata di recessione. Per i media di regime fa notizia la Sardegna (oggi mi trovo a Cagliari a punzecchiare Antonio Di Pietro) avviata al “digitale terrestre” cimitero ideale per i vermi in doppiopetto che si nutrono di cadaveri uccisi dal tubo catodico. Guarda caso, proprio ora Europa 7 otterrà le frequenze. Di Rete4? No! Quelle di Rai 1, probabilmente quelle in bassa banda che quasi nessuno ha canalizzato sul proprio televisore. Una a caso? Il vhf 17, lontano dalle frequenze prelibate che vanno si e no dalla 40 alla 65. Ma questo i giornali non lo pongono, tantomeno come eventualità possibile. Preferiscono riportare le idiozie del forzitalidiota Paolo Romani secondo cui “nessuno sarà penalizzato e nessuno sarà favorito”. Balle! Rete4 continuerà a fare l’abusiva. Alla faccia di chi, quelle frequenze che sono bene comune di tutti non le ha mai potute nemmeno sperare.

About the author

Related Post

Archivi

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica e viene aggiornato senza alcuna periodicità, esclusivamente sulla base della disponibilità di materiale sugli argomenti trattati. Pertanto, non può considerarsi prodotto editoriale sottoposto alla disciplina di cui all'art. 1, comma III della Legge n. 62 del 7.03.2001 e leggi successive.