Europa, si salvi chi può

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Fonte: www.internazionale.it

La crisi della finanza americana ha contagiato l’economia europea, e l’Unione non è in grado di dare una risposta condivisa.

I governi di alcuni paesi, dalla Spagna alla Germania, stanno correndo ai ripari per proteggere i propri cittadini, garantendo i depositi bancari. D’altro canto, l’abbassamento dei tassi d’interesse non sembra garantire una soluzione.

“Decisioni del genere, in questo momento, non fanno che aumentare il caos”, scrive lo spagnolo El Pais, che spiega: “C’è il rischio che una grande quantità di denaro confluisca verso quei paesi che hanno depositi garantiti, creando grossi squilibri. L’unico modo per ristabilire l’ordine finanziario nel continente è attuare politiche omogenee e comuni a tutti i paesi dell’Unione”.

E conclude: “L’abbassamento drastico dei tassi d’interesse è preoccupante, perché sembra dettato dalla disperazione”.

Secondo il Financial Times “è finita l’epoca in cui ogni paese pensa per se stesso, è arrivato il momento di ripensare il sistema adottando un orientamento comune, in modo che tutti remino verso la stessa direzione, smettendo di proteggere solo il proprio orticello. Uno sforzo che deve iniziare subito, fin dai prossimi incontri internazionali”.

A cominciare dal G7 che inizierà domani a Washington, che raccoglierà i ministri delle finanze delle principali economie mondiali. “Sarà un’occasione storica”, scrive il francese Le Monde, che spiega: “Per la prima volta dallo scoppio della crisi finanziaria i leader di Stati Uniti ed Europa si incontreranno con i capi di governo dei paesi emergenti, come India e Cina. Se riuscissero a mettere da parte i dissidi degli ultimi anni, l’economia mondiale potrebbe intraprendere un nuovo corso”.

Conclude il quotidiano svedese Sydsvenska Dagbladet: “L’Europa ha dimostrato finora tutta la sua fragilità politica. L’incontro della scorsa settimana tra i leader di Francia, Germania, Gran Bretagna e Italia è stato un concentrato di buoni ma inutili propositi. Appena tornati nei loro paesi, infatti, ciascuno di loro ha adottato delle misure economiche autonome”.

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