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Fonte: http://italiadallestero.info/archives/693

di Wiener Zeitung

Napolitano richiama all’ordine il primo ministro La Russa.

Roma. In Italia, alcuni appartenenti all’alleanza di centro-destra hanno innescato una controversia sul fascismo. Durante la cerimonia di commemorazione dell’armistizio tra l’Italia e gli Alleati nel 1943 c’è stato uno scontro di opinioni tra il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed’Ignazio La Russa.

In un discorso, il Ministro della difesa aveva onorato anche i militari italiani che dopo l’armistizio avevano aderito alla Repubblica di Salò, l’ultima roccaforte fascista dopo la caduta di Mussolini nel 1943. Questa “Repubblica”, burattino della Germania nazista e presieduta da Mussolini, era stata proclamata sul lago di Garda come reazione all’avanzata degli Alleati.

Il Presidente Napolitano ha risposto tempestivamente al discorso di La Russa. Quei soldati che avevano rifiutato di servire la Repubblica di Salo’ sono un simbolo della volontà di liberarsi dalla dittatura. “Nel clima di dissoluzione e pauroso sbandamento che seguì l’armistizio, avrebbe davvero potuto essere travolta la patria: così non fu, così non sarebbe stato, perché nacque in quello stesso giorno un decisivo moto di riscossa e di rinascita, che chiamammo ben presto Resistenza.”

In precedenza, era già stato al centro di polemiche il nuovo sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Alemanno, uomo di Berlusconi, aveva sostenuto che il peggiore dei mali non sarebbe stato il fascismo, bensì le leggi razziali. Renzo Gattegna, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche in Italia, commentò che difficilmente si possa considerare separatamentele leggi razziali e fascismo.

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